Le critiche interne ed esterne a Matteo Renzi, non devono rappresentare un limite al cambiamento. Chi scambia l’andare avanti con l’arroganza, sbaglia. Lo spirito della Leopolda (che verrà rinnovato nel prossimo week end, dal 11 al 13 dicembre, a Firenze), prevedeva una coraggiosa capacità d’iniziativa a prescindere dal politically correct…..
La nuova politica deve essere veloce e coraggiosa per rispondere adeguatamente all’evoluzione della società ed ai suoi bisogni ma non per questo va considerata meno profonda e responsabile. Oggi sono richieste concretezza e determinazione nel compiere le scelte che vengono ritenute più utili al Paese anche a rischio di qualche antipatia e contrasto. La politica faccia il suo dovere di ascoltare le idee di tutti e poi scelga, ai cittadini, dopo, il compito di giudicare l’operato di chi governa attraverso l’espressione del voto. Per queste ragioni sabato 5 e domenica 6/12 il PD scende in piazza; per rivendicare il proprio operato e la propria strategia, che magari non sarà perfetta e potrà anche non piacere a tutti ma resta l’unica strada (seppur in salita) da percorrere per riformare il Paese ed uscire dalla crisi.

italiacoraggio-webcard-senza-instagram-JPEG-900x900Il PD di Matteo Renzi sta affrontando il momento più difficile dal giorno del suo varo.
Difficile assai di più dei giorni del varo del Governo Renzi.
Un momento difficile non solo per le gravi situazioni internazionali (sull’orlo di un conflitto bellico), per il problema dell’accoglienza degli immigrati o per i dati in chiaroscuro sull’andamento del Paese che comunque dopo tre anni di segno negativo tornerà ad avere il segno “più” sul PIL, un momento difficile per l’approssimarsi di un turno di elezioni amministrative (Roma, Napoli, Milano ecc) che può davvero mettere in discussione quello che sembrava un percorso già definito e finalizzato alle elezioni politiche del 2018.
Il Pd ha la responsabilità di far ripartire il Paese.
Il governo di Matteo Renzi ha cominciato a mettere mano a quel cambiamento rinviato per decenni, sono infatti decine e decine i provvedimenti che il Parlamento ha approvato in questi mesi.
Per questo motivo penso che il PD abbia bisogno di riscoprire il proprio orgoglio, forte dei propri valori e della qualità delle proprie idee, utili per tutto il Paese.
Il PD ha bisogno di ritrovare una tranquillità interna ed un’unitarietà d’intenti che possa essere di fiducia per i cittadini; tanto per quelli che sostengono Renzi, quanto per coloro che vorrebbero sostituirlo.
Facile a dirsi ma più difficile da realizzarsi….. però necessario!
I punti fondanti per raggiungere questo obbiettivo imprescindibile sono chiari ed anche condivisibili :

  1. regole chiare nel Partito che valgono sempre e non a seconda delle convenienze di questo o quello;
  2. le primarie (aperte)regolamentate, sono una scelta indiscutibile e dunque in ogni occasione per scegliere i candidati a cariche monocratiche, vanno esercitate;
  3. sullo scenario delle Elezioni politiche è preferibile il premio di maggioranza alla coalizione anche perché ciò non fa venir meno la logica del partito maggioritario;
  4. sulla leadership del segretario nazionale del Partito quale Premier dell’eventuale governo non vedo perché discutere, questa è la regola (peraltro in quasi tutte le democrazie occidentali la cosa avviene normalmente), poi soluzioni diverse sono possibili nell’ambito di un chiaro confronto e di una scelta condivisa;
  5. sulla riforma istituzionale si tenga conto della necessità di ridurre il numero dei Comuni (ma non tanto per ragioni demografiche quanto di efficienza nell’erogazione dei servizi ai cittadini) e di accorpare le Regioni dandole competenze federaliste

Attorno ad una prospettiva voglio essere ancora più chiaro, il PD non dovrà mai essere il Partito dei moderati, anzi è chiamato, sempre più, ad essere un Partito di centrosinistra.
Dunque NO ad ogni ipotesi di Partito della Nazione.
Però altrettanto chiaro voglio esserlo rispetto a coloro che, in maniera critica, ritengono che il PD non sia sufficientemente di sinistra.
Ebbene costoro sbagliano e proprio per questo ritengo giusto che ambiscano a realizzare un soggetto politico che meglio li rappresenti ma ….
Ma non possono pretendere di “cambiare il PD” oppure di isolarsi rispetto ad un necessario rapporto col PD stesso, visto che altrimenti come in Liguria od a Parma e Livorno si rischia di far vincere gli avversari politici.
Le dichiarazioni di Fassina che si dichiara a priori disponibile a Roma a votare per un M5S, sono dichiarazioni di tipo “taffazziano”, cioè di uno che per fare un dispetto si fa del male.
Questo è quanto succede anche nel nostro piccolo a Pontremoli.
Leggo sul Corriere Apuano, critiche alle Primarie pontremolesi che vengono addirittura bocciate “senza appello”, si tratta di una cosa davvero ridicola.
Le primarie “aperte” di Pontremoli sono state sollecitate e partecipate e saranno un momento importante di vita democratica del nostro Comune.
Chi non ha aderito per partito preso e chi non partecipa sbaglia grossolanamente.
Mi domando : ma cosa si pretendeva, che ancora una volta il candidato Sindaco venisse deciso in segrete stanze e magari fosse imposto la logiche provinciali?
Per favore queste cose le abbiamo già vissute ed abbiamo constatato che non portano da nessuna parte.
Penso che la scelta del candidato Sindaco affidato alla libera partecipazione dei cittadini sia un fatto importante ed il vincitore dovrà dimostrare di essere un buon politico.
Un politico che ha a cuore il futuro di Pontremoli e che saprà andare alla ricerca delle motivazioni utili a fare una lista inclusiva e vincente, attorno ad un programma di cambiamento.
Questa, la strada del cambiamento rispetto al passato, è la strada giusta tanto a livello locale che nazionale; una strada dura e difficile, che rischia di non essere compresa da tutti ma necessaria!
Con questo spirito sostengo l’azione di Renzi, di Bugliani e di Mazzoni.