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La Legge di Stabilità 2016, varata dal Parlamento, ci porta davanti ad una importante scelta operata dal Governo, che prova a scommettere sul nostro Paese ripartendo dal segno positivo del PIL + 0,8, in controtendenza rispetto agli ultimi anni ed al miglior rapporto Deficit/PIL giunto al 2.6%.
Certo non si può dire che, neppure in presenza delle migliori previsioni per il 2016 (si parla di +1,5%), il nostro Paese sia fuori dalla crisi ma la nuova legge di Stabilità prova ad immettere una buona dose di fiducia nel nostro sistema economico/sociale. La riduzione delle tasse va letta in questa direzione.
Insomma la strada che dobbiamo percorrere è ancora lunga, ma cominciamo a tirare il fiato. Peraltro le misure economiche inserite nella legge si basano sul fatto che la fiducia degli italiani è tornata, e con essa i consumi e gli investimenti.
A questo punto si deve continuare su questa strada, e la politica deve saper fare la propria parte creando le condizioni ideali per favorire gli investimenti.
In questo senso possiamo comprendere la nuova attenzione manifestata nella Legge di Stabilità, verso i territori e lo sviluppo locale.
Questa Legge, infatti, porta novità importanti per le aree montane, segnando in termini politici un risultato storico: il rifinanziamento del Fondo Nazionale della Montagna, (ex legge 97 del 1994), un “ritorno” simbolico per la sua entità ma significativo pensando che molti davano ormai per impossibile, visto che era dal dicembre 2009 che il Parlamento azzerava sistematicamente ogni anno nella legge di stabilità. Ora invece il capitolo dedicato alla montagna, 15 milioni di dotazione in tre anni, rappresenta una chiara scelta politica che speriamo sia la nascita di una nuova stagione per le politiche della montagna dopo anni di ingiusti e ingiustificabili attacchi.
A questo fatto dobbiamo abbinare un secondo, importante, provvedimento varato sempre dalla commissione bilancio, ovvero l’incremento di 10 milioni del Fondo a sostegno della Strategia Nazionale delle Aree Interne (che al 90% interessa la montagna), portato complessivamente a 190 milioni.
La Legge di Stabilità 2016, poi, prevede anche una norma “salva canoni” a firma Borghi e Benamati, che lascia allo Stato il compito di risarcire ai concessionari di grande derivazione idroelettrica quanto versato come indennizzo per la proroga delle concessioni stesse. Una misura della legge mette al riparo i Comuni montani e i consorzi BIM dalle conseguenze delle sentenze della Corte Costituzionale che abrogando la proroga delle grandi concessioni idroelettriche stabilite nel 2010 dal governo Berlusconi apriva la porta al rischio di importanti rimborsi fiscali che avrebbero potuto causare pesanti ripercussioni in molti enti montani.
Inoltre bisogna avere attenzione anche per una misura importante per l’economia montana di numerose zone, ovvero l’esenzione dall’imposta erariale per le cooperative di produzione e distribuzione di energia idroelettrica. lasciando questo onere a carico dello Stato che aveva sbagliato nell’autorizzare la proroga.
In più, novità importante per gli appassionati del turismo montano, visto che la legge di stabilità 2016 stabilizza il sostegno finanziario al CAI, rendendo permanente un contributo di un milione di Euro al Club Alpino Italiano.
Per completare il quadro del “pacchetto montagna” va infine ricordato, un ulteriore provvedimento, di natura amministrativa, varato nei primi giorni di dicembre 2015 dal Ministero delle Infrastrutture che, dando attuazione ai contenuti di alcuni provvedimenti già varati dal Parlamento, ha disposto la fine del concetto di “vita tecnica” degli impianti a fune e di arroccamento, stabilendo che i medesimi non avranno più vita tecnica di soli 15 anni ma dovranno essere sottoposti a procedure di verifica e di sicurezza periodiche senza che ciò comporti lo smantellamento e il rifacimento degli impianti ogni tre lustri.
Se a questa Legge di stabilità accostiamo la promulgazione del Collegato Ambientale 2014, approvato pure lui nello scorso dicembre, abbiamo il quadro definito di quella che possiamo definire, senza enfasi, una vera e propria strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile dei territori locali. Il collegato ambientale è uno strumento legislativo che risponde alla necessità di riequilibrare i rapporti tra le aree urbane e quelle rurali e vara una strategia di riferimento per lo sviluppo della green economy. Si tratta di uno strumento nuovo ed intelligente “bottom up”, che agisce in maniera sussidiaria definendo gli ambiti di intervento ma lasciando ai territori, agli attori locali, la costruzione dei processi decisionali e gli ambiti operativi.
Unioni di Comuni montani individuati ufficialmente dalla legge quali soggetti promotori dell’attuazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile, un fondo per investimenti nella green economy allocato presso il MEF per il tramite della Cassa Depositi e Prestiti di un milione di euro, incentivi per gli appalti verdi, progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati nelle Oil free zone, 35 milioni di Euro messi a disposizione per il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola, trading dei crediti derivanti dalla cattura della Co2, incentivi alla raccolta differenziata, previsione del pagamento dei sistemi ecosistemici e ambientali, tra cui la remunerazione della fissazione del carbonio delle foreste di proprietà demaniale e collettiva, regimazione delle acque nei bacini montani, salvaguardia della biodiversità delle prestazioni ecosistemiche e delle qualità paesaggistiche e utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per produzioni energetiche. Inoltre, ridefinizione dei distretti e dei bacini idrografici e norme per la manutenzione degli alvei e, sempre in tema di bacini idrografici, conferma dei sovracanoni secondo il meccanismo previsto dalla legge 959, corrisposto per tutti gli impianti con potenza nominale media superiore ai 220 chilowatt nella sua misura massima ed esteso a tutti gli impianti di produzione idroelettrica le cui opere di presa ricadano in tutto o in parte nei comuni compresi all’interno di un Bacino Imbrifero Montano.
Sono queste le novità più importanti contenute all’interno del provvedimento di Legge, “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, che alla luce della legge di Stabilità rappresentano, davvero, una importante opportunità, davvero rilevante, per i nostri territori e le loro comunità.
Ora bisogna passare dalle parole ai fatti; servono chiare azioni di governo e di amministrazione locale capaci di sviluppare investimenti e creare occupazione.

Writed by Enrico Petriccioli