Non bisogna essere dei veggenti per capire che il prossimo autunno sarà un periodo molto caldo (almeno sul piano sociale e politico). I temi dell’agenda politica nei prossimi mesi sono tanti ed importanti (sia a livello generale che locale) e dunque scottano. Allora per evitare di bruciarsi c’è da prepararsi per tempo evitando colpi di testa e pianificando un percorso che porti ad affrontare le questioni in campo, risolvendole con il massimo di condivisione. Come ben sappiamo le scottature, possono aiutare ma lasciano il segno. Penso comunque che l’Italia saprà vivere questa stagione che si profila come ricca di tensioni e proteste, senza eccedere in situazioni dannose per tutti. Il rilancio di Renzi sulla riduzione delle tasse come giusta contropartita di quelle riforme che seppur necessarie possono richiedere qualche sacrificio, mi sembra vada nella direzione di ridare fiducia agli italiani.

22Estate calda, non c’è dubbio e con il rischio Grexit poteva diventare bollente (e preoccupante!) ma per fortuna in una Europa, pur da ripensare, ha prevalso il buon senso.
Certo Tsipras dopo un referendum, voluto ad arte, per rafforzarsi in vista di una trattativa ineludibile con l’UE, oggi ha perso molta della sua credibilità ma i più “asfaltati” sono quelli della famosa brigata “kalimera”, cioè la sinistra italiana ed il M5S che dopo aver festeggiato in piazza ad Atene, è tornata a casa con le pive nel sacco, avendo voluto dare un significato italiano all’esito del referendum greco.
Non mi pare nemmeno che in questo caso abbia vinto la Merkel, pur in grado di condizionare ogni accordo, bensì un mix di responsabilità e solidarietà che fa ben sperare per il futuro politico dell’ UE.
Per quanto ci riguarda direttamente, bisogna riconoscere che Renzi appare oggettivamente in difficoltà rispetto alla capacità d’incidere, davvero, sulle scelte europee ma la ricetta giusta non è quella di Salvini e Meloni e nemmeno quella di Vendola e Grillo.
Penso però che l’autunno politico sarà altrettanto caldo.
Per una serie di motivi di carattere europeo, nazionale e locale che proverò ad affrontare.

A livello europeo abbiamo davanti il problema Ukraino, coi suoi venti di guerra, ancora da risolvere, la questione immigrazione e conseguente convivenza col mondo islamico e poi dobbiamo evitare (per fine anno) il ripetersi della crisi greca, per evitare di nuovo un rischio Grexit.
Il tutto sotto il grande punto interrogativo del nuovo ruolo, ingombrante e pericoloso, della Russia di Putin che aspetta e valuta come gestire le proprie risorse (militari ed economiche).
Ma sopra una cosa non possiamo transigere, le repubbliche baltiche non si devono toccare.
Temi strategici, come vedete, per il nostro futuro e speriamo che la Mogherini sia all’altezza del compito ma qualche dubbio in merito mi sembra lecito.

A livello nazionale oltre alla prevedibile recrudescenza dello scontro Governo / Sindacati, causa le riforme fatte e quelle da fare, ci troveremo davanti all’esigenza di un rimpasto (parola che non piace ma….) di Governo, avremo nuovi disagi derivanti dalle brutte situazioni amministrative in cui versa Roma (quale futuro?), dalle elezioni comunali a Milano (dove occorre rivincere) e dalla rocambolesca situazione siciliana dove Crocetta sembra sempre più un personaggio pirandelliano.
Oltre a tutto ciò, problemi arriveranno anche dai lavori in corso per la costruzione di un nuovo soggetto politico alla sinistra del PD (dove confluiranno i nostalgici ex DS), poi ci sarà da concludere l’iter di approvazione della riforma istituzionale da mandare a referendum ed infine occorrerà affrontare il nodo (che speriamo non sia scorsoio) dei rinnovi contrattuali nella P.A.
Un lavoro da fare mentre si dovrà definire la Legge Finanziaria del Bilancio dello Stato per il 2016.
Per questi impegni serve che il nostro Presidente del Consiglio recuperi il massimo di entusiasmo e determinazione magari accompagnato da un preventivo lavoro di ascolto per fare scelte più condivise.
L’annuncio di Renzi di togliere la tassa sulla prima casa nel 2016 va nella direzione giusta per ridare fiducia ai cittadini ma servono anche misure concrete per le imprese e verso il sistema del credito.
Apro una parentesi, la tanto vituperata riforma della scuola vedrete che alla fine si dimostrerà, nei fatti, migliore di quanto si vuol far credere e d’altronde tra gli insegnanti (non sindacalizzati e/o politicizzati) il giudizio di merito non corrisponde a quanto fatto credere dai giornali, cioè che ci sia un generale rifiuto delle proposte da parte di tutti gli insegnanti e studenti.

A livello locale poi ….. penso che, vista l’emergenza continua, ne vedremo delle belle.
D’altronde l’elezione in Regione di Giacomo Bugliani è destinata a cambiare la politica locale.
Nell’immediato deve essere affrontato il nodo dell’ Unione dei Comuni della Lunigiana, dove occorre sostituire Cesare Leri ma soprattutto pensare ad un nuovo modello di governance del nostro territorio.
L’Unione dei Comuni è un Ente istituito per gestire, obbligatoriamente, in maniera associata le funzioni fondamentali dei piccoli Comuni e non ha nulla a che spartire con le ex Comunità Montane, che avevano funzioni proprie (per legge dello Stato e/o per delega delle regioni) e proprio per questo è stato ed è un errore sovrapporre automaticamente l’Unione alle C.M.
nella contingenza appare logico pensare ad un Presidente espressione del PD quale Partito col maggior numero di Sindaci in Lunigiana, però non si possono fare Presidenti che non raccolgano il consenso unanime di tutti i Sindaci PD.
Penso che alla luce di questa considerazione la presidenza debba andare ad un Sindaco di un piccolo Comune e soprattutto che la scelta del candidato presidente deve essere il più possibile condivisa con tutti.
Ciò detto, personalmente penserei a creare due Unioni dei Comuni in Lunigiana, come presupposto di efficienza e unitarietà verso la riduzione del numero dei Comuni.
Dopo la questione dell’Unione lunigianese, si pone il problema della verifica della credibilità della rinnovata giunta di Carrara e delle prospettive dell’attuale maggioranza in vista delle prossime elezioni comunali.
La strategia messa in campo dal sindaco Zubbani, per puntare a riconquistare la fiducia dei cittadini carraresi, la condivido nelle persone scelte per ricostituire una Giunta chiaramente superata e proprio per questo avrei preferito fosse stato fatto un vero azzeramento con un rinnovo completo della squadra di governo con nomi nuovi simili a quelli scelti per il rimpasto.
Ma nei prossimi mesi ci sarà d’affrontare di nuovo la questione dell’ex Provincia che diventerà Unione dei Comuni d’Area Vasta con compiti precisi anche a seguito di una legislazione che ora la Regione (superate le elezioni) dovrà finalmente fare senza ulteriori tentennamenti fatto salvo che altrimenti deciderà lo Stato Per altro mi domando a che serve un Ente, l’ex Provincia, che non può occuparsi delle strade di sua competenza, che non sa eleggere il consiglio dell’ ATC?
Una scelta che sarà di nuovo difficile e foriera di divisioni (specie nel PD), proprio come si preannuncia complicata la sostituzione di Buffoni da sindaco di Montignoso nelle elezioni comunali del 2016, in considerazione delle divisioni dentro al PD ma addirittura dentro l‘area Renziana.
Ma nel 2016 ci saranno anche le elezioni di Pontremoli….. e le cose si fanno difficilissime.
Pontremoli, dal 1990, è governata da una maggioranza con più o meno gli stessi rappresentanti, targata Ferri (tranne un infelice triennio in cui il PD ha dato il peggio di sé) ed ora pur in presenza di un calo stratosferico di Forza Italia e la bocciatura di Jacopo Ferri in Regione, c’è pur sempre Cosimo Ferri al Governo con Renzi (incredibile ma vero).
L’amministrazione Baracchini, certamente molto presenzialista, in questi anni non ha certo brillato per idee e per iniziative (le opere compiute, infatti,sono il lascito di progetti presentati dalla “strana giunta Gussoni”) e credo che proprio per questo il prossimo candidato sarà Jacopo Ferri che comunque a Pontremoli, in occasione delle recenti elezioni regionali, ha raccolto più di 1.400 voti di preferenza.
L’attuale minoranza consigliare, per provare a rivincere le elezioni a Pontremoli deve comunque fare tre cose chiare, concrete ed indispensabile per avere ragionevoli chanches di successo:
primo, deve stare unita superando le divisioni storiche fra PD e Cittadini per Pontremoli e superando le divisioni recenti tra il PD e il rappresentante del gruppo Pontremoli Democratica;
secondo, deve costruire una lista civica che vada al di là dei confini politici del centrosinistra;
terzo, deve fare primarie aperte e contendibili per scegliere quello che sarà il candidato Sindaco.
Ma siccome non mi stupirei se ci fosse qualcuno che pensasse ad altre strategie politiche ed alleanze di diversa natura (legittime ma stravaganti), dico che è l’ora di uscire allo scoperto e dirlo senza ipocrisie, misurandosi su questa eventuale scelta con la condivisione degli altri soggetti coinvolti e da coinvolgere

In autunno ci saranno le primarie a Pontremoli come a Milano e probabilmente a Montignoso ed onestamente pensare che con la fine dell’estate questo caldo soffocante passerà, mi sembra azzardato.
Si preannuncia un autunno caldo, un autunno di fuoco (politico s’intende!).