L’affaire Volkswagen ha rottamato molti dei miti tedeschi!
Un articolo davvero intelligente, tratto da “formiche” che vale la pena di leggere per capire di più. Non era possibile non parlarne visto il clamore che la vicenda ha creato nell’opinione pubblica e soprattutto nelle Borse mondiali, perché la vicenda Volkswagen merita davvero molta attenzione come spia di un modello di capitalismo teso solo al guadagno a scapito di tutto e di tutti, anche delle norme da “aggirare”. Questa storia inevitabilmente cambierà qualcosa anche in Europa, specie nei rapporti tra gli Stati membri dell’Unione.  Nel recente passato Angela Merkel si era imposta a livello europeo ed aveva fatto ritardare l’entrata in vigore di nuove regole pro-ambiente che potevano essere, però, lesive degli interessi aziende tedesche ma ora tutto ciò sarà meno fattibile e tutto dovrà essere indirizzato all’interesse prioritario dei cittadini. Nonostante lo scandalo, Volskwagen si riprenderà e uscirà dalla crisi e la ripresa caratterizzerà soprattutto il mercato europeo, mentre i problemi più gravi li avrà negli Stati Uniti dove continuerà ad avere difficoltà enormi.  Di sicuro questo scandalo darà un colpo pesante alla tanto sbandierata superiorità teutonica di cui spesso si parla nel dibattito pubblico italiano.

Ormai è di fatto ufficiale: entro l’anno la Federal Reserve aumenterà i tassi di interesse, cioè il costo del denaro. L’aumento sarà minimo, quasi impercettibile. Ma tanto basterà per gettare un po’ di allarme sui mercati. Allarme che non si sa quanto sarà grande: in teoria potrebbe anche non esserci, visto che la misura della Fed è prevista da tempo.

Ma i mercati, come si sa, non sono molto coerenti, nel senso che a volte (quasi sempre) approfittano di qualche notizia per andare su o giù, a seconda degli interessi delle mani forti.

Nell’attesa di vedere quando la Fed si deciderà a alzare i tassi (c’è chi dice appena dello 0,25), ci sono analisti e esperti che cominciano a far girare un altro mostro di Lochness: la recessione mondiale, agevolata anche dallo scandalo VW.

Allora conviene fare qualche precisazione. In questo momento le due maggiori economie del mondo (quella americana e quella europea) stanno procedendo abbastanza bene. Non ci sono percentuali di crescita esaltanti, ma nemmeno tira aria di recessione. La Cina, che è la terza economia, è un po’ in difficoltà, nel senso che non conosce più (e forse non conoscerà mai più) i ritmi di crescita di qualche anno fa. Ma è pur sempre un gigante che si muove e che genera ricchezza.

Resta lo scandalo Volkswagen. Partirà da lì la grande crisi? L’affaire VW è destinato a ridimensionarsi. Si faranno le inchieste, si pagheranno le multe e le autorità proseguiranno nell’imporre i loro assurdi limiti alle emissioni degli autoveicoli, dimenticandosi, ad esempio, di quante emissioni mette in giro un semplice aereo di linea. E’ prevedibile, comunque, un periodo di grande agitazione e confusione (a Torino Guariniello è già entrato in azione). Ci saranno cause e contro-cause. L’occasione è troppo ghiotta per ambientalisti e giustizialisti. E si continuerà a trascurare il fatto che l’America ha adottato quei limiti (doppi rispetto a quelli europei) semplicemente per ostacolare un auto (diesel) che non vuole sulle sue strade. Confusione tanta, ma non sarà l’affaire VW a provocare una recessione. Quelli che dicono che lo scandalo VW è l’equivalente dello scandalo Lehman (che diede inizio alla grande crisi) sono grosso modo dei dementi. Là si generò una sfiducia planetaria nel sistema bancario (la banca era presente in 150 Stati), al punto che nessuno si fidava più nemmeno della banca sull’altro lato della strada. Qui c’è la crisi (alla fine forse meno grave di quello che appare oggi) di una singola casa automobilistica: ne abbiamo molte altre, e non per questo affaire la gente smetterà di usare l’automobile.

Quindi no recessione mondiale. Ma le Borse?

Le Borse, che sono al rialzo da anni, dovranno osservare un periodo di calma e di riflessione. Quindi ci saranno meno rialzi e anche profitti più moderati. E di questo bisognerà tenere conto.

Per il resto il mondo continua per la sua strada, inquinato come sempre, con la vita media che è passata da 40 anni a 80, e che risulta ancora in aumento.