I recenti risultati delle primarie in Liguria, in Campania o nelle Marche, ma anche a Venezia e per ultimo a Villafranca in Lunigiana (MS), mi fanno gridare : VIVA LE PRIMARIE!!
Le primarie sono una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori (o i militanti di un certo schieramento politico), decidono chi sarà il candidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva elezione di una carica pubblica di governo. La ragione delle elezioni primarie è, dunque, la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere fra candidati designati dai vertici dei partiti. Certo le primarie si possono fare in tanti modi e vanno regolamentate ma le primarie sono vere se aperte!

Le primarie le ho sempre pensate come un modo per avvicinare i cittadini alla politica, le ho sempre vissute come una grande prova di partecipazione democratica e nutro la speranza che siano lo strumento adatto per scegliere il candidato giusto.
Quello giusto per la competizione elettorale che non vuol dire sia sempre il migliore.
Per questo non cambio idea nemmeno davanti a qualche polemica, sia che scaturisca da logiche strumentali o da ragionevoli sospetti di qualche tentativo d’inquinamento.
Non si può buttare via il bambino con l’acqua sporca!
E poi, le primarie sono quelle elezioni che hanno incoronato Matteo Renzi; un Renzi che altrimenti sarebbe rimasto impastoiato nei vari giochini e giochetti di Partito.
Sono sempre stato per le primarie, a livello locale come nazionale e dunque vado avanti con coerenza.
Avanti ma provo anche a spiegare le mie ragioni.
In un sistema istituzionale sempre più teso a garantire la governabilità, anche a scapito della rappresentanza di qualche minoranza, diventa essenziale il meccanismo con il quale si scelgono gli eletti chiamati a rappresentare il popolo, nonché il meccanismo con il quale si sceglie la persona che dovrà essere candidata ad una carica di tipo monocratico.
Al primo problema si deve rispondere reintroducendo le preferenze in modo che il cittadino possa scegliere e non trovi in Parlamento dei nominati ma dei veri eletti.
Al secondo problema si deve rispondere facendo svolgere delle primarie aperte, in modo che il candidato alla Presidenza o a Sindaco sia stato scelto democraticamente e non sia indicato fra i pochi addetti ai lavori.
Oggi alle primarie, dunque, non si può e non si deve rinunciare.

Anche quando in alcuni casi ci sono evidenze che ci possono lasciare perplessi, non si deve abbandonare la speranza di aver fatto comunque la cosa giusta nel fare le primarie.
Se in Liguria la Paita vince con qualche sospetto d’inquinamento con partecipazioni “forzate” di stranieri, non si può ignorare che comunque è stata votata da tante altre persone e che probabilmente i cittadini liguri hanno scelto lei, rispetto a Cofferati, per una voglia di cambiamento.
Se a Villafranca Lunigiana vince Guastalli rispetto alla Fraschini, anche con qualche supporto esterno al tradizionale elettorato di centrosinistra, ciò non sminuisce una vittoria così grande e dimostra la voglia di superare i vecchi schematismi ideologici in nome di una voglia d’ amministrazione capace e concreta. Semmai su Villafranca una riflessione la deve fare l’Amministrazione uscente che all’unisono si è spesa per sostenere la Fraschini ed ha perso clamorosamente nonostante avesse fatto fare al presidente Rossi da sponsor, in modo ridicolo.
Così a Venezia, se Casson, un ex magistrato, vince le primarie con qualche sorpresa per i moderati, la cosa non ci deve sorprendere perché probabilmente quegli elettori, avevano bisogno di avere garanzie sulla prossima figura di Sindaco quale persona onesta, trasparente e competente.
Infine se De Luca, in Campania, vince le primarie nonostante avesse contro l’opinione pubblica nazionale e nonostante sia soggetto a procedimento giudiziario, significa che i cittadini campani hanno trovato in lui, un convincente paladino dei loro bisogni e delle loro aspettative in forza di quanto di positivo ha saputo fare da Sindaco di Sorrento, la sua città.

Per ultimo voglio parlare del fatto che, finalmente, anche a Pontremoli dopo due mancate occasioni, quelle in concomitanza degli ultimi due turni elettorali amministrativi, in vista delle prossime elezioni del 2016 si faranno le primarie per la scelta di un candidato Sindaco.
Il PD di Pontremoli ha promosso un incontro pubblico per decidere se dare il via al percorso verso le primarie e per chi come me lo ha sempre auspicato si è trattato davvero una scelta giusta al di là di chi sarà il vincitore.
La riunione partecipata e con tanti giovani presenti, ha dimostrato davvero che c’è bisogno di cambiamento nella politica locale, sia in termini di persone, che di metodo ed infine anche di idee.
Tutto ciò può prendere l’avvio dallo svolgimento delle primarie per ricostruire insieme Pontremoli.
Dunque, occorre fare primarie aperte, che non siano del centrosinistra ma di tutti, occorre stabilire linee programmatiche condivise, che contraddistinguano una lista “per” e non “contro”, occorre selezionare una nuova classe politica, per dare vita ad una lista civicae non partitica, ed occorre fare in modo, infine, che ci siano più candidature a rappresentare le varie anime che animeranno la futura lista.
Questa è la strada maestra che deve essere perseguita attraverso la creazione di un comitato civico, responsabile del percorso individuato, cioè che segua le primarie e poi lavori per la costruzione della lista civica.
In questo modo la partecipazione democratica può rendere possibile, finalmente, l’alternanza di governo anche a Pontremoli.
Come vedete non c’è molta differenza con quello che da candidato sindaco di Pontremoli per la lista “Cittadini per Pontremoli” ho sempre detto e scritto!

Per chiudere ancora un pensiero sulla validità delle elezioni primarie.
Davanti ad una chiara crisi dei partiti rispetto alla loro capacità di rappresentanza e di mediazione, nonché davanti alla volatilità dell’elettorato sempre più mobile e meno ideologico, diventa importantissimo, per la politica, saper comunicare ed approcciarsi ai cittadini/ elettori.
Per questa ragione serve trovare nuove modalità partecipative e nuove modalità comunicative con le quali creare nuove relazioni tra Partito e sostenitori.
Le primarie non sono certamente l’unica risposta ma rappresentano una risposta importante!