Il paese di Portovenere sorge all’estremità meridionale di una penisola, la quale, staccandosi dalla frastagliata linea di costa della riviera ligure di levante, va a formare la sponda occidentale del golfo dei poeti. Alla fine di questa penisola si trovano tre piccole isole: la Palmaria, il Tino e il Tinetto; tra queste solo l’isola della Palmaria, che sorge proprio di fronte al borgo di Porto Venere, al di là di uno stretto braccio di mare, è abitata e frequentata turisticamente grazie a strutture ricettive e ristoranti. In queste acque navigava Baciccio do Tin, leggendario, personaggio spezzino che faceva l’intrepido corsaro.
Il comune di Portovenere confina a nord con il comune della Spezia mentre a sud, ad ovest ed est è bagnato dal mar Ligure. Portovenere dista circa 14 chilometri a nord della Spezia e ci si arriva lungo una strada provinciale assai panoramica, che si prende a La Spezia a cui si arriva in autostrada da Genova, da Pisa con l’A12 e da Parma con la A15. Oltre al capoluogo, fanno parte del territorio comunale le due frazioni di Fezzano e Le Grazie, nonché l’arcipelago formato dalle isole Palmaria, Tino e Tinetto per un totale di 7,7 chilometri quadrati. Quando sei a Portovenere il mondo sembra molto più bello e tu stai dentro una dimensione naturale, fatta di mare, pietra, vento e flora mediterranea, che ti riconcilia con l’intera umanità, favorendo il rilassamento e la spiritualità. Dall’alto del colonnato della Chiesa di San Pietro guardi l’immensità del mare con più fiducia e ti abbandoni ai sentimenti più intimi.

Porto Venere è un comune della provincia della Spezia nella Liguria di levante. Per la sua estensione territoriale urbana è il più piccolo comune della provincia spezzina, ma dal 1997 Porto Venere, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell’umanità, nei siti scelti e tutelati dall’UNESCO. Il nome del borgo (Portus Veneris) deriva da un tempio dedicato alla dea Venere Ericina, sito esattamente nel luogo in cui ora sorge la chiesa di San Pietro. Il nome era probabilmente legato al fatto che, secondo la tradizione, la dea era nata dalla spuma del mare, abbondante proprio sotto quel faraglione.
Possedimento feudale dei signori di Vezzano furono gli stessi a cedere il feudo, a Genova che già nel 1113, aveva edificato un quadrangolare castello sulla punta meridionale del promontorio dell’Arpaia, a fianco della primitiva chiesa di San Pietro per difesa. Sempre nello stesso periodo genovese verrà costruita la chiesa di San Lorenzo e il borgo nuovo, mentre sono del 1161 le mura che racchiudono entrambi i borghi, vecchio e nuovo, ed è infine, del 1162, il formale passaggio delle due chiese sotto la giurisdizione del vescovo di Genova (prima l’antica chiesa di San Pietro era della diocesi di Luni) confermando di fatto il completo dominio genovese sul borgo.
Nel XV secolo, dopo aver respinto l’assalto degli aragonesi (nel 1494), viene meno il dualismo tra i due borghi; così il borgo vecchio viene distrutto e lascia libero lo spazio che ancora oggi si può osservare tra il borgo nuovo e la chiesa di San Pietro. Sempre al dominio di Genova si devono le successive fortificazioni nel territorio di Porto Venere: la batteria di San Francesco e il forte di Sant’Ambrogio e, nei pressi della Palmaria, della fortezza di Torre Scola nel 1606.
A Portovenere di cose belle da vedere ce ne sono davvero tante, di carattere storico, archittetonico e naturalistico. Tra i luoghi naturali del territorio di Porto Venere, sono celebri le grotte marine : grotta “Byron” (cala dell’Arpaia), grotta “Azzurra” (semi sommersa) e la grotta del “Tinetto”; c’è poi da segnalare la cavità dei “Colombi” e la parete rocciosa del Tino; infine vanno ricordate la secca di “Dante” e le cale “Piccola” e “Grande”. In particolare ricordiamo la “grotta Byron” – dal nome del poeta inglese George Gordon Byron che in questo luogo traeva ispirazione e meditazione per le sue opere letterarie – è situata presso lo sperone di roccia sottostante la chiesa di San Pietro e l’antica postazione difensiva; la cavità marina ha una profondità minima di cinque metri e una massima di venti lungo il fianco.
Sul piano culturale sono da segnalare : la Chiesa santuario della Madonna Bianca nel capoluogo che conserva opere d’arte, arredi e oggetti sacri del XIV e XVI secolo. La Chiesa di San Pietro nel capoluogo, eretta tra il V secolo e il XIII secolo, in stile gotico genovese, è arroccata sulla roccia del promontorio delle Bocche di Porto Venere. C’è poi il Santuario-chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie nella tipica frazione delle Grazie, dove si trovano anche i resti di una villa romana del Varignano ed infine l’importante Abbazia di San Venerio sull’Isola del Tino. Di questa Chiesa il primo impianto religioso fu edificato nel VII secolo a cui seguì un nuova edificazione nel XI secolo. dopo essere stata abbandonata nel XV secolo,oggi è sede di un piccolo museo archeologico dove sono conservati oggetti e manufatti dell’epoca romana e della vita monastica.
E’ importante segnalare anche la presenza di ruderi sull’Isola del Tinetto di un oratorio paleocristiano e di una chiesa risalente al XI secolo, forse legata al culto di san Venerio, con modifiche strutturali databili al XII e XIII secolo. Sempre sul Tinetto, nella zona d’approdo a levante dell’isola, è presente un sacello del V o VI secolo.
Da segnalare per ultimo che molto opportunamente questo territorio, davvero stupendo, è stato ricompreso nel Parco Regionale Naturale marino e non di Portovenere.
Consiglio finale per stare bene a tavola : Ristorante La marina da Antonio proprio sul porticcioli, davvero bene, bene ma prezzo certamente non economico……. d’altronde!