Letta e Renzi insieme, questa è la speranza.
Lo è almeno per me (che sono loro amico) e lo auspico da qualche tempo, senza troppa fortuna, a dire il vero, ma lo è anche per il Paese.
Anzi, per il Paese diventa una necessità!
Se il Paese ha bisogno di una scossa, se non si può tirare a campare, se la politica non può rimanere inerte o sull’Avventino (come fanno i Grillini), occorre che questi due personaggi di cultura e valore politico, superino le beghe interne al PD e si mettano insieme per cambiare le cose che non vanno e tracciare una nuova strada per il centrosinistra italiano.
In una eventuale intesa tra questi due politici italiani, passa il futuro del nostro Paese che dopo le larghe intese, utili a creare condizioni istituzionali migliori, può (anzi deve) tornare ad essere governato da chi è stato scelto col voto degli italiani. Enrico e Matteo hanno idee, capacità, relazioni e cultura per fare bene.
La questione del Congresso PD è un’occasione per tutti e due da saper cogliere guardando aventi e deve essere superata puntando sui contenuti. Per questo prima si decida dove si vuole andare a parare, poi insieme a chi lo si vuol fare, poi si guardi alle scelte programmatiche necessarie al Paese ed infine ci si confronti sulla leadership, nella trasparenza e nella lealtà.
Accordi chiari per una amicizia lunga e proficua.

In questi giorni mi sorprendo spesso a meravigliarmi.
Non riesco a darmi una spiegazione (ragionevole) del perché, ogni giorno, sui giornali sia riportata notizia di questa continua guerriglia tra Renzi ed il Governo.
In verità, potrebbe anche non esserci questa guerriglia ma sui giornali è presente, eccome.
Il problema, sia chiaro, non si risolve entrando in silenzio stampa (come ha fatto Renzi), bensì avendo la cura ed il coraggio di dire quello che si pensa ma poi di spiegarlo e non di limitarsi a battute che (seppur ad effetto) lasciano aperte millanta interpretazioni. Caro Matteo evita di dar ragione, indirettamente, a chi dice che Renzi ha da temere solo se stesso. Caro Enrico evita di cadere in quel nel modo di fare politica (che non ti è mai appartenuto) di pensare solo al proprio immediato tornaconto.
Questa guerriglia, questo logoramento non giova!
Non giova al Governo perché perde di credibilità, non giova al Paese perché aumenta l’instabilità, non giova al PD perché sembra sempre più un campo di battaglia (già ci sono Civati e la Puppato a far casino), non giova a Letta perché il suo compito è difficile e non ha tempo per le beghe interne e non giova a Renzi perché deve pensare a diventare uno statista e non un politicante.

Siccome sono convinto che Letta e Renzi siano tutti e due convintamente di centro sinistra, che tutti e due abbiano a cuore il Paese ed il suo bene comune, non capisco cosa aspettino a parlarsi francamente ed a condividere un percorso che stia bene ad entrambi, per rifondare la politica italiana ed affrontare nel modo miglior i prossimi anni.

In questo senso di ipotesi se ne possono fare tante, più o meno credibili, ma l’importante è che venga spenta ogni polemica e guerriglia, perché le conseguenze sono davvero inaccettabili.
Sia chiaro, le soluzioni ai problemi del Paese non possono attendere la risoluzione delle scaramuccie tra i due leader PD (tutti e due ex popolari) e tanto meno, può attendere la grave crisi che ci ha investito e da cui serve uscire con urgenza ma un accordo fra i due potrebbe aiutare.

Se Matteo Renzi è già in campagna elettorale (cosa che non mi scandalizza) eviti di pensare agli obbiettivi a breve (tra cui potrebbe esserci Letta) e pensi ad una strategia tutta protesa a cambiare il Paese con proposte chiare, coraggiose e concrete.
Se Enrico Letta vuole fare bene (ne ha tutte le capacità) il capo del governo, lasci perdere le questioni interne al PD e concentri le proprie attenzioni verso quelle emergenze nazionali ed internazionali che servono all’Italia e lo potrebbero qualificare sempre più anche per il futuro.

Ora Renzi è entrato in silenzio stampa e va bene, anche per evitare di inflazionare un’immagine che gode di molta credibilità e deve evitare di scivolare sopra una buccia di banana ma il problema non è affatto risolto, per cui ……

Per cui ritengo che sia necessario, quanto prima, un incontro tra i due per definire una logica strategia che consenta al PD un congresso “vero”, al Governo di governare senza patemi d’animo ed ai cittadini d’intravvedere un futuro migliore di quello che stanno vivendo, oggi.
Non credo a chi dice che Renzi sia solo un uomo di divisioni, penso che attorno ad un progetto condiviso che lo veda protagonista (come merita!) sia possibile trovare un’intesa capace di rendere il centrosinistra italiano più vincente perché meglio adeguato ad affrontare le sfide economiche e sociali ma anche quelle ambientali e culturali, che abbiamo di fronte.

Le ragioni (anche le convenienze) per un accordo tra i due ci sono, senza alcun dubbio.
Un accordo che non passa necessariamente dalla segreteria nazionale del PD, in quanto l’obbiettivo di Matteo deve rimanere quello di fare il futuro Premier.
Intanto il PD, grazie a questo (auspicabile) accordo la cultura popolare e riformista potrebbe finalmente caratterizzare una stagione di rilancio del Partito che fino ad oggi è stato troppo condizionato dalla storia (anche importante) degli ex DS. Un PD meno socialista e più liberaldemocratico a vocazione maggioritaria sarebbe davvero possibile.
Poi il Paese, l’accordo tra i due avrebbe effetti positivi sulla messa in cantiere di tutte quelle scelte ed iniziative che si rendono necessarie per uscire dall’emergenza della crisi economica e dalla da una seconda repubblica davvero disastrosa per la politica
Infine, grazie ad una eventuale staffetta tra i due, si potrebbe passare dal governo delle larghe intese ad un governo di cambiamento grazie al voto dei cittadini e non con accordi di convenienza.

Tutto questo non è un sogno ma una ipotesi, ai due spetta di farla diventare realtà.
Io sono convinto che, nonostante nel PD ci sia chi proverà a fare di tutto perché ciò non accada, nel prossimo futuro Renzi potrà, davvero, essere il premier del Governo italiano e Letta potrà diventare membro della Commissione UE, per solgere insieme un lavoro proficuo e positivo nell’interesse dell’ Italia intera.
L’amicizia tra Enrico e Matteo, non manca, ora si tratta di fare dei patti chiari per fare tanta strada insieme!