La riforma costituzionale è stata approvata con l’assenza dall’ Aula delle minoranze, non è stato proprio il massimo ma si sa che, sovente, di necessità bisogna fare virtu’. Certo che assistere da parte di coloro che si dicono paladini delle Istituzioni ad un loro provocatorio ma dissacratorio allontanamento, mi sembra contradditorio   Ciò detto ognuno si comporta come meglio crede, nel rispetto della legge ma siamo sempre alle solite rispetto al fatto che c’è sempre qualcuno che pensa di poter dare lezioni agli altri di comportamento e di stile.

Il problema della politica nazionale che abbiamo davanti, alla vigilia di importanti elezioni Comunali, è quello di una chiara mancanza di leadership condivisa….. (vedrete ora che è morto Casaleggio come sarà dura e personalizzata anche la lotta alla successione nel M5S). Siamo davanti ad una stupida iper frammentazione sia del centrodestra che del centrosinistra; frammentazione che sembra toccare solo parzialmente il Movimento 5 Stelle (vedi il caso Pizzarotti a Parma). A Milano il centro sinistra è diviso ma il centro destra no, a Roma il centro destra è diviso ed il centrosinistra pure, a Napoli la stessa cosa a sinistra ma non a Torino e così via….

Sinceramente non capisco come si possa pensare di dividersi, prima, per poi eventualmente, ricercare proficue intese di governo, dopo. Comunque staremo a vedere come finirà questo turno elettorale chiaramente caratterizzato per un diffuso atteggiamento ostile al PD ed a Renzi. Credo peraltro che la durata del governo Renzi non dipenderà dai risultati delle prossime elezioni del 5 giugno, bensì dall’esito del Referendum d’autunno sulla Riforma Costituzionale.

In questo senso affermare che la vita politica italiana sta procedendo in ordine sparso non è fuori luogo, almeno quando ci si riferisce alla direzione di formulare proposte condivise per un progetto di governo del Paese capace di affrontare e risolvere i problemi sociali ed economici della nostra comunità nazionale. Gli esempi si sprecano, la sinistra ha almeno quattro soggetti differenti ed alternativi fra loro e perfino dentro al PD esistono divisioni frutto di importanti diversità, la destra è divisa tra i suoi diversi populismi ed inoltre fra conservatori e liberal, senza una prospettiva unitaria convincente, visto che è venuta meno la leadership di Berlusconi, per non dire infine delle divisioni rispetto ai temi morali e bioetici con polemiche e rotture interne agli stessi Partiti, come dimostra la libertà di coscienza. Certo questa analisi sarebbe parziale se non riconoscessi che poi, però, tutti (da destra a sinistra) trovano una improvvisa e contradditoria unità “contro” Renzi. Già, ma anche questo è un modo per andare in ordine sparso, cioè senza tenersi per mano perché non c’è niente che accomuna Fassina a Salvini o la Meloni a Di Battista e/o Brunetta a Vendola.

Eppure oggi questa politica dell’ordine sparso è quella che va per la maggiore e lo si vede nei talk show dove ogni forma di diversità, specie se urlata e se le spara grosse, viene chiamata ed amplificata…..   Tutto quanto fa spettacolo, si diceva, ma in politica, scusate, penso che non tutto quanto vada bene e soprattutto faccia bene. Non si tratta di volere censurare qualcosa o qualcuno ma di comprendere che la politica tramutata in polemica da bar, sterile e faziosa, fa male alla credibilità della stessa politica ed all’autorevolezza delle Istituzioni che vanno rappresentate con dignità.

Sono talmente convinto di quanto ho appena affermato che vedo con preoccupazione anche l’evolversi della situazione politica nel nostro territorio con la confusione di Montignoso (tutta in casa PD) e soprattutto con il “casino” pontremolese, dove davvero tutto sembra essere all’insegna dell’ordine sparso. A Pontremoli si prospettano almeno tre liste ma ci sono anche i movimenti della Lega Nord locale, che continua a non riconoscersi nel centrodestra di Ferri e della Baracchini, nonche’ l’affannosa ricerca del consigliere Scatena di dare vita ad una propria lista con la sua candidatura a Sindaco. Per l’amor di Dio, tutto è legittimo ma qual è la “ratio”? Certamente non è quella di abbattere un sistema di potere che governa Pontremoli dal 1990 (tranne la breve parentesi Gussoni), altrimenti si cercherebbe di unire le forze. Chi pensa al futuro di Pontremoli, cercando l’alternanza alla guida del Comune, pensa al modello dell’ Ulivo, che scelse il suo leader con le Primarie  (prima Prodi e poi Veltroni). Allora perché tutto ciò non avviene? La risposta sta nella logica dell’ordine sparso. A questi soggetti che si stanno organizzando per fare le semplici controfigure sulla scena politica pontremolese, interessa solo avere visibilità in nome di una diversità (che naturalmente è migliore) rispetto al PD ed al candidato a Sindaco Mazzoni.  Francesco Mazzoni che ha la colpa di avere rotto col passato, di essere giovane, preparato e di essere stato scelto con le primarie. Quindi ecco l’Altra Pontremoli, cioè una lista identitaria, minoritaria, rancorosa e sinistra; insomma una lista sbagliata nel contesto di una elezione comunale che non serve a segnare una linea politica ma dovrebbe servire a garantire ai cittadini pontremolesi un’ Amministrazione capace.

Che si proceda in ordine sparso lo stanno a dimostrare anche altre due significative situazioni;

-in Europa non si riesce a trovare una linea comune su tematiche decisive per la nostra società e per la nostra cultura ed ogni Paese procede autonomamente senza sforzarsi di trovare una linea comune con altri Stati, rischiando così di compromettere tutto il lavoro svolto nel tempo per l’unità dell’ Europa;

-le scelte sul referendum “no triv” del prossimo 17 marzo, dividono. La sinistra è divisa tra chi dice si e chi dice no ma anche con chi vuole astenersi dal voto, Forza Italia (quello che resta) è divisa nello stesso modo della sinistra mentre il centro destra sembra tutto schierato per il SI tranne che NCD.

Perdonatemi la franchezza ma credo che tutto ciò sia deleterio per la tenuta del nostro sistema politico (ed Istituzionale) ancora incentrato sui Partiti. Partiti da cambiare e regolamentare per legge ma ancora insostituibili.

Sono stufo di eterogenee aggregazioni che stanno insieme solo per dir NO ma non hanno niente da condividere!

L’ordine sparso è tipico di chi combatte senza alcun schieramento, così da offrire minori bersagli ma quasi sempre ciò comporta una disposizione casuale e senza alcun criterio. Ecco, cari amici e lettori, le conclusioni tiratele da soli!