Cari amici lettori, buon ferragosto. Un ferragosto col bel tempo, caldo (ma non troppo), però con qualche brivido a causa dell’annuncio della nuova manovra economica varata dal Governo. Una manovra che prova, finalmente, a fare qualcosa, seppur poco condivisibile. Ma almeno… Se negli ultimi dieci anni non siamo riusciti a fare nulla di buono, anzi a peggiorare la situazione, non vedo come questa manovra affrettata (seppur imposta) e soprattutto non uguale per tutti, possa rimettere a posto le cose. Essa servirà a sistemare qualche buco la cui copertura non poteva essere procrastinata pena il “default” ma non cambierà, purtroppo, la capacità delle nostre imprese, di produrre reddito, non essendo detta manovra accompagnata da contestuali e necessarie riforme strutturali. Questa manovra non risolverà nulla in direzione della crescita, anzi potrebbe aggravarla per un possibile conflitto sociale, peraltro, non è eliminando le province che si risolvono i problemi veri. Certo che la scelta di far finta di sacrificare un pò della casta, può anche pagare mqa si tratta di uno specchietto per le alloddole. La situazione è grave e serve uno sforzo straordinario del Paese per supararla, per questo guarderei alla coesione sociale come bene assoluto da perseguire prioritariamente, dunque nessuna faziosità e contrapposizione strumentale ma tanta responsabilità, disponibilità al confronto e capacità di mediazione. Unità nazionale ? Va bene per evitare mali peggiori. Per quanto riguarda, infine, il futuro della Provincia di MassaCarrara, che non brilla certo in questi anni per strategia di sviluppo ed efficienza nei servizi, credo di dover auspicare una fusione/accorpamento con La Spezia, attraverso una comune strategia ai sensi dell’art 132 Costit. per dare il via ad una nuova consapevole stagione dei territori.

Signore e signori eccovi una ulteriore manovra (da 45,4 mld ). Mica noccioline.

Certo era necessaria e lo sostenevano in tanti ( me compreso) ma scusate non si poteva fare subito e, nonostante tutto. meglio?

Non serviva l’intervento della BCE (calato dall’alto) o l’attacco della speculazione, per far capire a tutti la gravità della situazione e la necessità di misure anticrisi straordinarie.

Così siamo giunti al terzo atto d’un melodramma italiano dove l’azione drammatica è la situazione del Paese, la musica è quella d’un centrodestra sempre meno berlusconiano e diviso e l’azione scenica è affidata a Tremonti e Bossi con qualche comparsa minore.

Ma attenzione penso che sia a rischio, entro fine anno, un altro drammatico atto; un atto ancora più pesante per le tasche dei cittadini in quanto il nostro Paese cresce con un PIL inferiore alle attese, così da rendere necessaria la revisione al ribasso delle entrate previste, con la necessità d’un ulteriore recupero di risorse, con tagli alla spesa e/o maggiori tasse.

Il dato che emerge, dirompente, da questo terzo atto è quello d’una manovra che ha scontentato tutti. Proprio tutti, perfino il Capo (Berlusconi) che gronda sangue.

La situazione è quella che è, e lui continua a prenderci per il culo ……

Comunque, dicevo, sono tutti scontenti; la sinistra ed il PD, il centro e l’UdC, i giornali di destra e quelli di sinistra, le Regioni, i Comuni e le Provincie, la Confindustria e Montezemolo, i Sindacati con la CGIL (e Vendola) già pronta allo sciopero generale ed infine anche una parte del centrodestra che contesta le scelte di Tremonti e propone misure correttive. Ma allora?

Stiamo parlando d’una manovra necessaria e nessuno la capisce al punto che la paternità e dubbia e, a quanto pare, nemmeno il Governo vuole farla propria, visto che ha deciso di non mettere la fiducia (paura?) per favorire il dibattito con l’opposizione, mentre in realtà è fatto solo per smascherare eventuali e possibili, strumentalizzazioni da parte del centrosinistra.

Voglio fare brevi riflessioni su alcune azioni contenute nella manovra d’agosto:

1)Contributo di solidarietà, una scelta da cambiare, perché pagano coloro che già pagano, personalmente ritengo che sarebbe stato meglio introdurre una patrimoniale straordinaria (per qualche anno) oppure aumentare l’IVA di 1% , sui beni che non fanno parte del paniere, assieme alla reintroduzione dell’ICI.

2) Enti Locali, bene la scelta di accorpare le Provincie avendo un minimo demografico di riferimento quale ambito territoriale ottimale per dare servizi sostenibili, così come è opportuno accorpare i Comuni sotto i 1000 abitanti con un altro Comune limitrofo per avere la garanzia di poter fare investimenti sul territorio, ma anche le Regioni vanno riviste perché 20 sono troppe e moltiplicano la spesa e spesso sono centri burocratici inefficienti verso i cittadini, in quanto troppo preoccupate a produrre Leggi. Questa manovra è il contrario del federalismo, in quanto non propone la valorizzazione e la responsabilità degli amministratori e poi non favorisce e non premia l’adozione di scelte e comportamenti virtuosi.

3)Deroga al Contratto Nazionale di Lavoro, si tratta d’una misura da prendere con le pinze, perché senza ledere i diritti dei lavoratori una certa flessibilità all’azienda dobbiamo pure garantirla ma altrettanto non può essere sguarnito il fronte dei diritti a favore della competitività. Se il costo del lavoro è troppo alto in Italia si adottino misure ad hoc ma non mettiamo in discussione l’art 18 sui licenziamenti e puntiamo sulla formazione delle persone che vada pari passo con l’innovazione tecnologica.

4)Bene l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e la “robin hood tax” sulle imprese che operano nel campo dell’energia con alti profitti ma questo settore della green economy va favorito come scelta di fondo per uno sviluppo sostenibile ma non deve essere gonfiato a dismisura da incentivi a pioggia che possono far nascere bolle speculative come potrebbe essere nel caso del fotovoltaico, troppo sostenuto da risorse pubbliche.

5) Nel campo dei servizi pubblici, va bene liberalizzare ma non capisco perché si debba per forza privatizzarne la gestione, senza averne prima stabilito livelli minimi essenziali da garantire al di là della economicità di tali prestazioni. Per altro lo Stato, prima di privatizzare società di altri, pensi a privatizzare la RAI e FINMECCANICA, poi ne riparliamo e comunque in nome di qualche cattivo esempio di gestione da parte di società pubbliche, non vorrei buttassimo via il bambino con l’acqua sporca. Salvo poi scoprire che qualcuno (avveduto e dotato di mezzi) decide di recuperare il bambino (facendo anche il benefattore) perché ben conosce e capisce l’interesse legato allo sfruttamento del bambino stesso. Occhio!!!

6)Riforma fiscale e del welfare, il sistema pensionistico va oggettivamente cambiato e con lui un sistema di welfare che deve essere indirizzato al sostegno di chi è senza lavoro, ma la vera scommessa è creare un inclusivo mercato del lavoro per tutti, mentre sulle pensioni serve innalzare l’età pensionistica ed evitare uscite anticipate dal mondo del lavoro. Della riforma fiscale voglio dire che concordo sulla semplificazione delle aliquote ma attenzione ad un adeguato equilibrio nel collegare le fasce di reddito alle aliquote, no problem sull’aumento dell’iVA per alcuni beni ma perché non pensare di allargare il sistema di scarico di certe spese al fine di combattere l’evasione?

Come vedete si tratta di riflessioni molto semplici e non di “parte” che servono a favorire un confronto, quanto mai necessario, per evitare che l’individuazione di misure economiche e legislative, atte a combattere una grave crisi, dunque per l’interesse generale dell’Italia, siano oggetto di strumentalità politiche.

La faziosità, in questo momento, è una caratteristica dannosa di cui dobbiamo liberarci.

Ma dobbiamo anche tenere presente che non ci è consentito di varare misure che portino a diseguaglianze sociali, queste generano incomprensioni e tensioni pericolose.

Diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze, nella mancanza di pari opportunità e soprattutto nella mancanza di futuro per le giovani generazioni rispetto alle certezze di padri e nonni che hanno goduto di un welfare assistenziale garantista.

I giovani di oggi, anche quelli che appartengono alle fasce più basse, sono cresciuti nell’era del consumismo e saper rinunciare diventa difficile, ma soprattutto sono persone che utilizzano la tecnologia per stare nel mondo e se questa per loro diventa inaccessibile, può dare il via ad una sorta di discriminazione insopportabile quasi fosse emarginazione.

La verità è che una manovra (necessaria) di sacrifici, deve essere accompagnata da misure che diano una speranza per il futuro e dunque favoriscano la formazione, la ricerca e gli investimenti, altrimenti a lungo andare il conflitto sociale esploderà in tutta la sua pesante drammaticità.

In conclusione siamo alle solite, certo questa manovra rispetto alle precedenti che erano solo annunci e tagli agli Enti Locali, qualcosa di più, effettivamente, ha fatto, ma lo ha fatto in maniera iniqua perché agisce sui redditi dichiarati e non effettivi.

Questa manovra ha dunque messo le mani nelle tasche degli italiani che vedranno aumentare il loro livello di tassazione (non male, per un Governo che annunciava meno tasse per tutti) ma a pagare saranno sempre i soliti e diminuirà il livello della democrazia territoriale, mentre la casta continuerà ad avere sedie a disposizione e privilegi.

Con queste misure il Governo punta sul recupero di credibilità ma non credo possa bastare.

Per dimostrare all’opinione pubblica di essere seri e responsabili non serve tagliare 2000 Comuni (circa), serve ridurre i parlamentari ed i consiglieri Regionali e dimezzare i loro “stipendi” nonché abolire le loro pensioni, perché chi ha l’onore di ricoprire cariche Istituzionali per il proprio Paese, lo deve fare senza arricchirsi.

Ciò detto, come ho provato a spiegare, la manovra l’avrei fatta diversamente e permangono tutti i miei dubbi sul futuro e, tra l’altro, prima di pensare che siamo sulla strada giusta, mi permetto di consigliare di aspettare la riapertura dei mercati borsistici per vedere l’effetto che fa questa manovra e verificare l’efficacia delle misure assunte “last minute” in questo strano ferragosto 2011, caldo ma …. da brividi!!