Liberalizzazioni, chi l’ha viste? “Nel totale silenzio dei mezzi di comunicazione e nell’inerzia della classe politica, le politiche di liberalizzazione sono semplicemente scomparse dall’orizzonte del discorso pubblico. In questo settore di policy, in altri termini, trionfano le non-decisioni”. Così il nono rapporto sulle liberalizzazioni di Società Libera smentisce il premier Silvio Berlusconi conferma e documenta il passo stentato del processo di apertura dell’economia italiana, segnata, anzi, da una sempre maggiore presenza dello Stato.

Non solo. Secondo lo studio “forse non c’è da rammaricarsene più di tanto, visto che, in diversi casi, quando nuove regole sono formulate o deliberate (dalla riforma della professione forense alle modalità di gestione delle concessioni balneari), la maggioranza di governo si muove in direzione diametralmente opposta a quella auspicabile sulla base dei principi di liberalizzazione e apertura concorrenziale”.


Il nuovo piano per il Sud, l’intervento statale in difesa degli assetti proprietari di Parmalat, l’espansione delle partecipazioni municipali nel settore economico sono solo gli indicatori più evidenti di una tendenza all’aumento della presenza pubblica che pregiudica la libertà economica, riducendo sostanzialmente i margini di concorrenza.


Il rapporto di Società Libera ha l’obiettivo fornire uno strumento utile al dibattito senza nutrire illusioni sull’influenza che potrà avere presso il ceto politico, ma con l’ambizione di rendere un servizio a fasce di opinione pubblica preoccupate per le condizioni del confronto in cui, a prescindere dal colore politico, termini come concorrenza, deregolazione, trasparenza e semplificazione risultano solo formule dal blando valore evocativo.