E’ nato il governo Letta ed è un bene per il PD e per l’Italia.
Il nostro Paese aveva bisogno di un Governo che iniziasse ad operare, rendendo così operativo anche il Parlamento, perché la crisi economica è ancora lontana da essere superata e la mancanza di lavoro può alimentare una ben più grave crisi sociale.
Come ha detto Letta nel suo buon discorso di insediamento (che potete leggere nella sezione documenti da conoscere), il Paese è ancora fragile e non poteva permettersi di tornare subito alle votazioni senza fare le riforme necessarie.
In questo contesto il governo del cambiamento che il PD ha proposto alle altre forze politiche, non è riuscito a trovare i numeri necessari ma quello che è più grave è che la proposta di Prodi a Presidente della Repubblica, non ha trovato quella giusta accoglienza che meritava. Certo la nomina di Prodi avrebbe potuto portare ad una soluzione diversa rispetto a quella attuale di Letta e per questo pensare male, rispetto ai 101 franchi tiratori, è plausibile ma questa è un’altra storia……
Comunque la questione del cambiamento, rispetto al passato, resta una necessità a cui dare seguito ma ciò lo si può fare (lo si deve fare) mettendo in cantiere scelte e proposte che diano il segno concreto di una politica diversa.
Credo che Civati abbia sbagliato nel far mancare la propria fiducia al governo Letta ed in questa lettera che gli rivolgo (a lui, come a tanti che si dichiarano delusi), provo a spiegare perché secondo la mia opinione sarebbe stato più opportuno votare si.
Per realizzare il cambiamento serve per prima cosa cambiare noi stessi, non sono sicuro che oggi chi contesta il governo Letta lo faccia con la convinzione di volere un vero cambiamento.
Peraltro Letta, nella formazione del suo Governo, qualche segnale di cambiamento rispetto a persone e proposte, lo ha dato con forza e convinzione.
Non è questo il momento di alimentare posizioni contro Letta, dando spazio alle forze dell’opposizione, pur senza dover rinunciare alle proprie idee ed opinioni, è piuttosto il momento di provare a ricostruire il PD.
Il futuro del centrosinistra italiano passa da un PD responsabile ma coraggioso, plurale ed aperto, che non resta chiuso attorno ai suoi vertici ma nemmeno cede alle pressioni della rete ed ai movimenti come occupyPD.

Caro Pippo,
ti ho apprezzato fin dalla prima ora, poi con Renzi ed anche dopo Renzi……. ti riconosco intelligenza e senso politico e proprio per la considerazione che meriti, ho deciso di scriverti questa lettera, dopo aver letto che non hai votato la fiducia al nostro comune amico Enrico Letta ed al suo Governo.
Il mio non è un rimprovero od un giudizio, anche se sinceramente non mi sarei comportato così, piuttosto un confronto con te e con tutti quelli che si riconoscono nella tua scelta.
Capisco la tua posizione e posso anche riconoscerti l’onestà rispetto all’ipocrisia di tanti, ma …. Posso comprendere che tu voglia fare l’interprete del disagio di molti elettori PD ma credo che il PD, oggi, non abbia bisogno di capipopolo ed apprezzo, sinceramente, il fatto che tu non voglia sfruttare l’occasione per fare una corrente (ce ne sono fin troppe), mentre ritengo che abbia bisogno di persone serie, ragionevoli e competenti che sanno mettersi in discussione ed assumersi le responsabilità necessarie, anche a rischio di impopolarità.
Il PD, il centrosinistra, hanno bisogno di dirigenti che sanno andare anche controcorrente!
La corrente (l’onda) protestataria, la sta già seguendo Grillo e noi dobbiamo dimostrare che una politica diversa (buona!) è possibile coi nostri uomini ed i nostri comportamenti.
Una politica che, sia chiaro, è antropologicamente diversa da quella di Berlusconi pericolosamente populista ma è diversa anche da quella di una sinistra autoreferenziale che quando non sa affrontare i nuovi e gravi problemi del Paese (il lavoro e la crescita) si rifugia nei comodi valori (“sempre verdi”) dell’egualitarismo, del giustizialismo e dell’individualismo, cedendo spesso alla demagogia.
A questo punto l’obiezione potrebbe essere ma allora se siamo diversi dal PdL in maniera così netta perché ci troviamo ad avere un Governo in comune?
La domanda è lecita ma la risposta sta tutta nella eccezionalità e gravità del momento storico.
Così il momentaneo governo con il PdL, non è un inciucio né si tratta di pacificazione nazionale ma di una scelta difficile, però responsabile, per affrontare l’ emergenza che viviamo.
Si, penso e lo dico con franchezza, che il governo Letta sia il male minore per il Paese e sia il miglior Governo possibile, alle condizioni date; un Governo utile, “di servizio” per un periodo di tempo in cui fare alcune riforme necessarie al Paese.
Questo Governo deve essere messo alla prova dei fatti e non può essere bocciato solo per il fatto che nasce attorno ad una maggioranza eterogenea che non è stata dichiarata prima del turno elettorale, in quanto sappiamo bene che questo è dovuto ad una pessima legge elettorale, e se per il futuro vogliamo avere un Governo conseguente a quanto auspicato prima del voto dovremo scegliere un nuovo sistema elettorale in grado di garantire un vincitore, come avviene per i Sindaci.
Auspico che il governo Letta sappia lavorare con il Parlamento nella quotidianità, ascolto e confronto sui provvedimenti necessari ad uscire dalla crisi ed a garantire la coesione sociale, nonché sulle proposte di Legge che servono a riformare le Istituzioni, la politica ed il sistema Paese.
Ho letto attentamente le tue considerazioni sul tuo blog e voglio fare alcune osservazioni.
Dici che è stato tradito il mandato degli elettori nel fare questo Governo bipartisan, può essere vero in parte, ma ciò non è né casuale né in malafede, ciò è frutto di un risultato elettorale che non ha dato al PD i numeri sufficienti per fare quel Governo che si prevedeva fosse possibile fare dopo le primarie. Dunque la nostra non è una scelta voluta ma indotta dalla situazione di ingovernabilità che si è creata, dopo il voto a cui bisognava dare una risposta.
Dici che è mancato il dibattito, ma che le avete fatte a fare le Direzioni ed i gruppi parlamentari? Dici che le decisioni sono state prese in altre sedi, ma non mi dirai che sono una novità? E soprattutto non si denunciano quando non si condividono, si denunciano sempre!
Peraltro voglio ricordarti che Bersani era il tuo segretario ed il tuo leader delle primarie e tu eri parte importante degli organi dirigenti, quindi hai condiviso tanto (forse troppo) di quella segreteria ed ora non trovo molto opportuno il modo ecclatante con cui hai preso le distanze da una scelta che torno a dire è stata obbligata e spinta dal Presidente Napolitano.
Per ultimo voglio dire che hai ragione da vendere sui 101 franchi tiratori che hanno sacrificato Prodi in maniera vergognosa facendo fare al PD una figura di m…. ma i franchi tiratori sono sempre riprovevoli anche quando bocciano Marini (non rimettendosi alle decisioni della maggioranza) anche se era una candidatura sbagliata, quindi le scelte e il voto nell’ombra sono sempre sbagliati.

Ciò detto credo che probabilmente questo Governo non riuscirà a dare tutte le risposte di cui gli italiani necessitano ma credo anche che possa essere il punto di partenza per ridare credibilità alla politica ed alle istituzioni, il resto, cioè il riavvicinare i delusi a causa di una scelta di real politik, verrà col tempo e con una testimonianza concreta di sobrietà, impegno e capacità.
D’altronde dobbiamo comprendere che il valore di un buon Governo non lo fa la storia dei Partiti o la provenienza delle persone, ma lo fanno la lungimiranza delle scelte operate, nonché la qualità delle proposte concertate e la strategicità degli investimenti realizzati.

Il Paese ha bisogno di uscire da una fase storica dove la sfiducia verso la politica è altissima, e lo è a causa di una politica fatta dalla casta e di una politica inconcludente, per questo c’è soprattutto il bisogno di dire basta alla politica avvelenata, quella vissuta sempre “contro” qualcuno.
In questo senso, ritengo che il PD debba evitare di ricadere nella logica del fare un segretario contro un’altro (Renzi contro Barca, o tutti contro Civati) e pensare piuttosto a definire con chiarezza quali devono essere gli ideali, i valori, le regole ed i programmi che dovranno contraddistinguere il nuovo PD.
Un PD plurale e meno ipocrita che saprà tornare ad essere un punto di riferimento centrale per la politica italiana.
Un PD che lavori per ricostruire il centrosinistra italiano e non su scontri generazionali o su personalismi ma sopra un programma di crescita economica e di coesione sociale per l’Italia futura.
In questo percorso le differenze sono importanti perché contribuiscono a definire una linea politica più inclusiva e dunque più rappresentativa, per questo non sottovaluto le tue opinioni e ti chiedo di continuare a manifestarle ma ti chiedo anche di ricercare il confronto e di non confondere il tuo diritto alla critica con qualche atteggiamento (vanitoso) da capo dell’opposizione.
Il governo Letta, ora è il nostro Governo a cui non possiamo fare mancare il nostro sostegno.
Per chiudere tutti pensiamo che l’Italia abbia bisogno davvero di un cambiamento, ma il cambiamento non è uno slogan contro il realismo, bensì un insieme di cose da fare subito.

PS Sai ti considero fortunato per il fatto che hai potuto fare scelte in contrasto col Partito senza subire processi ed espulsioni (o sospensioni), credimi non è sempre così. Immagino che quì da noi in Lunigiana chi ha espulso e sospeso alcuni iscritti al PD, oggi non sarebbe d’accordo con una tua eventuale sospensione per non aver votato la fiducia al Governo. Ecco un altro male del PD, usare due pesi e due misure secondo le convenienze dei diversi gruppi dirigenti.

You’ll never walk alone
“Quando cammini nel
bel mezzo di una tempesta
tieni bene la testa in alto
e non aver paura del buio
alla fine della tempesta,
c’è un cielo d’oro.”