-un altro amico di Putin-

Non sappiamo come andrà a finire la vicenda delle nomine Rai. Non sapremo se Salvini tirerà dritto e se Di Maio gli filerà dietro. La vicenda però è già molto istruttiva, e sarebbe un peccato non valorizzarla a dovere come elemento di comprensione del nostro presente solo perché non sappiamo il finale del film

Il problema di Marcello Foa, dicono, è che è sovranista, no euro, complottista e, soprattutto, filo Putin.

La sua presidenza della Rai è frutto di un complicato compromesso tra due partiti che per stare al governo e gestire il potere fanno compromessi tra loro ormai da mesi. Sono due partiti venati – ora più, ora meno; uno più, uno meno; in certi momenti più, in altri meno – delle stesse pulsioni che vengono contestate a Foa. Giustamente qualcuno ricorda ai due leader della “nuova” politica che quanto a spartizioni e lottizzazioni non sono in nulla diversi da quelli vecchi. Avevano promesso cambiamento in meglio, meritocrazia, competenze: e invece. A muovere queste contestazioni, però, sono principalmente i partiti della vecchia politica, cioè quelli che hanno lottizzato fino a ieri, al grido di “fate schifo come noi”

Per contrastare questa nomina, effettivamente scarsa, cosa si inventa l’opposizione di centrosinistra? Ma l’asse con Berlusconi, naturalmente.

Per far saltare il banco e la nomina di Foa si chiede aiuto fondatore di Forza Italia e fondatore del primo concorrente privato della Rai, il cui famoso conflitto di interessi, evidentemente, oggi è un valore su cui fare leva. Come sono lontani i tempi in cui, Silvio regnante, ogni volta che cambiava un vicedirettore di tg regionale, per le opposizioni era chiaro il segno del conflitto di interessi! Il resto lo fa l’orgoglio ferito del vecchio condottiero, che di essere trattato a pesci in faccia da sto ragazzotto in felpa non ne può davvero più.

E dunque, non sappiamo come finirà, ma possiamo sintetizzare come è andata fino ad ora: per far saltare la nomina a presidente Rai dell’amico di Putin Marcello Foa, scelto dai “nuovi” con metodi lottizzatori da vecchia politica, il centrosinistra italiano chiede una mano a Silvio Berlusconi, amico di Putin, fondatore e azionista della principale concorrente della Rai stessa.

Di buono c’è che è estate; di cattivo tutto il resto.

Tratto da “statigenerali”

Scritto da Jacopo Tondelli