Altro che sospensione della politica ………. questo è un Governo che fa politica. Era da anni che mancava la politica in Italia, esattamente dal primo governo Prodi. La politica di questo governo è lungimirante, sobria ed anche equa. Si, equa perchè chiede sacrifici a tutti. Per questo motivo non condivido le lamentele della sinistra “piagnona” e conservatrice, il populismo squallido della Lega, che non ha fatto niente al governo, e la demagogia “dell’arruffa popolo” Di Pietro, che va a caccia di attenzione mediatica. Il senso di responsabilità in questo frangente lo hanno dimostrato solo le forze politiche che hanno scelto di sostenere il governo Monti. Un governo, fatto di tecnici, che sta compiendo le scelte giuste per dare una nuova speranza al nostro paese, cosa che i Partiti non hanno saputo fare. Ora tutti parlano della recessione e pensano che l’aumento della tassazione sarà la causa vera di ciò, ma in reatà, la recessione è frutto della mancanza di scelte oculate che nn sono state fatte al momento opportuno. Come sempre in politica contano i fatti e le scelte fatte nell’interesse generale, tutto il resto sono chiacchere. P.S. Guardate che tutto questo è quello che, nel piccolo della nostra realtà locale, servirebbe anche a Pontremoli, altrimenti la vedo dura.

Sono tra coloro che salutano con grande soddisfazione il Governo Monti! Lo faccio perché in questo momento storico l’Italia unita, vive uno dei suoi momenti più difficili; abbiamo preoccupazione per i posti di lavoro, per i redditi e per i risparmi, temiamo per una erosione dei diritti in nome della tenuta del sistema produttivo ed assistiamo ad una pericolosa accentuazione delle divisioni (ricchi – poveri, giovani – vecchi, nord – sud, destra -sinistra) che mette a rischio la nostra irrinunciabile coesione sociale ed unità territoriale. Lo faccio poi, perché, sinceramente, non ne posso più di una politica fatta da Partiti arroganti e faziosi, nonché di coalizioni costruite solo contro qualcuno o qualcosa. Lo dico da tanto tempo, con concrete argomentazioni a suffragio e l’esperienza fatta a Pontremoli (ma non finirà lì….) nasce proprio dalla voglia di cambiare le cose, nonché dalla constatazione (anche amara) che i Partiti non sanno aprirsi, rinnovarsi nemmeno davanti ai disastri più clamorosi, come ha dimostrato il PD pontremolese. Ma si badi bene che non sto auspicando l’antipolitica (quella l’abbiamo avuta con Berlusconi ed è stato, veramente, quanto di peggio poteva capitarci), sto solo criticando una politica, minore, fatta di cooptazioni, di protagonismi e privilegi, di faziosità, di tirare a campare senza alcun senso civico, come dimostra la mancanza di coraggio nel compiere scelte scelte difficili ed impopolari. Qualcuno chiama questo di Monti un governo tecnico e definisce il suo insediamento un “golpe” contro la democrazia popolare. Voglio dire la mia al proposito, per passare, poi, a ragionare sulla manovra economica varata. Un Governo come quello di Monti, se è pur vero che è composto da tecnici e non da politici, non è certamente in carica per compiere un lavoro semplice, deve chiudere la stagione del berlusconismo e formulare una proposta capace di far reggere all’Italia, “l’urto” di una crisi globale che mette in discussione anche l’Euro e dunque l‘intera idea dell‘Europa unita. Affrontare queste situazioni e formulare soluzioni adeguate, è fare politica. Politica vera e politica buona, poi vedremo se le scelte sono quelle giuste, ma questo non è, certo, un governo che “vuole asciugare gli scogli”, non si perde dietro ad ogni gonna, non ha bisogno di alimentare un circuito mediatico “autoreferenziale” e non deve garantire poltrone, nei vari Enti, agli amici ed agli amici degli amici. D’altronde anche sulla logica, scelta da Napolitano, di affidarsi ad un tecnico di grande valore per approntare misure politiche ed economiche, mi pare che non ci sia niente da ridire, ciascuno di noi difatti, davanti ad un malato grave non è che si limita al consulto di un medico generico ma ricorre ad uno specialista di chiara fama. Semmai bisogna prendere atto che Napolitano, nel compiere questa scelta, ha sancito che il ricorso alle elezioni sarebbe stato inutile, anzi dannoso, perché questa politica bipolare, fatta di coalizioni variopinte e piene di contraddizioni, non fornisce (fatte salve rare eccezioni) una classe politica all’altezza dei compiti che l’attenderebbe per la gravità della situazione economica e sociale del nostro Paese, la più pericolosa dal dopoguerra. Altro che sospensione della democrazia, col governo Monti s’è aperta una nuova fase della politica della seconda Repubblica, una democrazia che rimette al centro il Parlamento, peccato sia nominato Il ragionamento mi sembra chiaro: dato per scontato che il centrodestra alle elezioni avrebbe perso (dopo la pessima prova data al Governo), anche una coalizione di centrosinistra imperniata attorno ad un PD ricattato da SEL e dalla CGIL (e magari spaccato dopo le primarie), non avrebbe saputo fare quelle scelte che sono sempre più necessarie ed anche imposte. Alla luce di tutto ciò mi pare oggettivamente difficile continuare a battezzare il governo Monti come un Governo tecnico, sott’intendendo in questo modo un giudizio dispregiativo, in quanto non direttamente eletto dal popolo sovrano. Altresì, lasciare balenare, strumentalmente, che il Governo dei tecnici sia espressione di poteri forti più o meno riconosciuti fa parte della solita stucchevole retorica che conosciamo da tempo ma rispetto alla quale nessuno ha mai fatto niente di concreto per contrastarli. Già i poteri forti ….. quelli non mancano mai e tornano utili a tutti! Personalmente ritengo, comunque, il governo Monti la soluzione migliore per l’attuale momento e lo considero un Governo che fa politica e la sa fare con uno stile nuovo, quello di chi ha un forte senso civico, che prevale rispetto all’immagine personale ed agli interessi del Partito di riferimento. C’è, infine, un ultimo motivo per il quale ritengo questo, un Governo politico. Dopo Monti la politica italiana non sarà più quella di prima, alle prossime elezioni avremo nuovi scenari e sicuramente nuovi personaggi, sperando, anche, di avere un nuovo sistema elettorale. Per uno come me, questa è davvero una bella notizia ed una concreta speranza, la foto di Vasto (la ricordate Vendola – Bersani – Di Pietro) è già sbiadita ed il cambiamento s’avvicina, alla faccia degli burocrati (yes man) di un Partito azienda (il PdL) e di un Partito ibrido -cattocomunista- (il PD). Per quanto riguarda, poi, la questione del presunto “golpe”, c’è veramente da rimanere allibiti ad ascoltare certe voci che si scandalizzano del nulla, voci sguaiate e spesso accondiscendenti, davanti a veri e propri attentati alla Costituzione. Il Presidente Monti ha avuto l’onore di una primogenitura del Presidente della Repubblica che lo incaricato, ha proposto, poi, un Governo competente validato e sottoscritto dai Partiti ed ha ottenuto, infine, la fiducia in Parlamento, non al bar dello sport od al circolo della bocciofila (per altro la più ampia fiducia mai registrata), ora dire che tutto questo sia un “golpe” alla democrazia mi sembra francamente troppo e scusate perfino ridicolo ma soprattutto irriverente rispetto a coloro cha hanno subito dei veri “golpe”. La nostra democrazia è rappresentativa ed il Parlamento è il luogo dove gli eletti esercitano la delega ottenuta dagli elettori, non esiste una investitura diretta per un Premierato (volenti o nolenti) e comunque in questo momento gli italiani vedono, come del resto gli altri Stati Europei e l’America, in Mario Monti una persona di alto profilo, capace di guidare il nostro Paese con proposte concrete e coraggiose, in grado di ridare una speranza per il nostro futuro. Altra cosa è dire che in questi casi la strada maestra sarebbe stata quella delle elezioni; ciò lo posso condividere ma le elezioni andavano fatte questa primavera dopo le doverose dimissioni di un Governo incapace (tenuto in vita da Scilipoti & co.) che nessuno poteva mandare a casa perché aveva i voti sufficienti tra i parlamentari per stare invita (quei parlamentari che allora erano buoni ma oggi perché votano Monti sono cattivi), mentre invece andare alle votazioni ora, con una situazione davvero critica ed a rischio, sarebbe da irresponsabili, anzi da delinquenti rispetto all’interesse generale del Paese. Chi ha parlato di “golpe” prima, parla ora di Governo cinico ed affamatore, un Governo che aumenta le tasse e colpisce i più deboli, siamo alle solite tutto diventa tristemente demagogico, tanto a destra quanto a sinistra, perché il populismo strumentale è il rifugio degli incapaci davanti a coloro che si danno da fare con serietà. Certo, dobbiamo anche mettere in conto che possano sbagliare, ma almeno hanno provato. Veniamo ora alla importante manovra predisposta dal governo Monti. Anzitutto, la manovra Monti è tutt’altro che perfetta ma è, soprattutto, necessaria! Alla fine del percoroso, tra proposta ed approvazione, la manovra ha avuto quei ritocchi che l’hanno resa più accettabile La maggiore equità rivendicata dai Sindacati è stata in qualche modo soddisfatta ma l’impianto di fondo “quello di far rinunciare qualcosa ai più anziani per dare ai più giovani” è stato salvaguardato perché chi pensa al futuro può programmarlo solo attraverso un forte e concreto sostegno alle famiglie ed alle imprese. Non voglio negare che si tratti d’una manovra che si basa sull’aumento della fiscalità diretta ed indiretta (la pressione fiscale salirà intorno al 45%) ma questa volta lo si è fatto con maggiore attenzione alle singole voci e soprattutto senza distinzioni : si va dai politici ai dipendenti, dagli autonomi ai pensionati, dalle imprese alla Chiesa. Certo l’aumento della accise sulla benzina, pesa su tutti, in maniera indiscriminata e purtroppo toglie tanto a chi ha poco e toglie poco a chi ha tanto (sinceramente era da evitare) ma invito tutti a riflettere sul fatto che questa misura, prima di Monti, l’hanno utilizzata tutti (destra e sinistra). Voglio dire, poi, con altrettanta chiarezza che qualcosa di più sul fronte dei tagli alla spesa pubblica (che continua ad avere una previsione di crescita fino al 2014 per 45 mld), come chiaro impegno per la riduzione strutturale del debito, andava fatto; andava fatto soprattutto nella direzione dei costi della politica per Stato e Regioni (basta accanirsi coi Comuni), poi nella direzione degli oneri per la Pubblica Amministrazione e della sua burocrazia ed infine nella direzione dei trasferimenti alle imprese (come ammette Confindustria).. In particolare rispetto alla “casta” dei politici di professione, dobbiamo diminuire il numero degli eletti, ridurre gli stipendi, togliere il vitalizio e mettere un limite ai mandati, tanto in Regione quanto in Parlamento!!! Ma ciò detto come non condividere, nella prospettiva del pareggio di bilancio e di rilancio della nostra competitività, l’estensione in campo previdenziale del passaggio al metodo contributivo per tutti, l’aumento della tassazione per i capitali scudati, una tassazione modulata sul patrimonio immobiliare, oppure avviare un serio piano di liberalizzazioni di professioni e di servizi pubblici (che non favoriscano però solo i soliti noti) od infine una vera riforma del welfare (flessibilità per entrare nel mondo del lavoro e garanzie per chi deve uscirne). Come vedete le scelte già fatte dal governo Monti e quelle che pure s’intravvedono all’orizzonte, sono sicuramente nella direzione giusta per il bene del nostro Paese; abbiamo recuperato credibilità internazionale e stiamo tenendo la coesione sociale, condizione necessaria per il rilancio. In questo modo vanno lette le scelte che chiedono un po’ di sacrifici a tutti. L’unico rischio che vedo è quello legato al fatto che l’inasprimento della tassazione, destinato a spostare le risorse dalle persone e dalle aziende allo Stato, possa avere un effetto negativo per i consumi e dunque ridurre la produzione nonché sugli investimenti degli imprenditori. A questo il Governo, nei prossimi mesi, dovrà prestare molta attenzione e predisporre un piano per lo sviluppo e la crescita (d’ispirazione Keynesiana) basato sul territorio, la detassazione per chi reinveste gli utili e le agevolazioni per chi assume giovani a tempo indeterminato. D’altronde sul peso dell’attuale manovra da 30 miliardi di Euro, gravano la situazione “ante”, la condizione in “essere” e la prospettiva del “post”, per questo credo che il mix proposto dal governo Monti sia davvero il frutto di un ragionevole buon senso da “padre di famiglia” e non di tecnicismi. Se questo poi, lo potevano fare anche i politici, non m’interessa, io so che loro non lo hanno fatto! Quanto ai Sindacati, che ritengo avveduti e non sciocchi, la loro protesta stava nelle cose …… In conclusione credo che nella gravità di questa situazione, questo Governo e la sua manovra, meritino la nostra positiva comprensione. Per questi motivi che ho cercato di argomentare penso che il nostro Paese, dopo un vago sogno naufragato nella crisi, abbia bisogno di “real politic”; non si tratta di cinismo ma di presa di coscienza davanti alla gravità della situazione, c’è bisogno di senso di responsabilità e non di sostegno distaccato, il pianto e le lamentele vanno rivolte al prima e non all’oggi! Oggi abbiamo il ritorno della politica, quella sociale, quella industriale e quella Europea.