Sinceramente non se ne può più!
Non se ne può più di coloro che fanno le guerre per conquistare territori in nome di Allah.
Non è un problema di religione, ognuno può credere in ciò che vuole Allah, Budda, Jahvè …. ma ciò che non possiamo più continuare a tollerare è che si uccida e si facciano le guerre in nome di Dio.
Purtroppo anche i cristiani le guerre le hanno fatte nei secoli scorsi, sbagliando, ma ciò non può essere una giustificazione per chi, ancora oggi, combatte inutili guerre di religione.

Isis si propone di costruire un “califfato” cioè una forma di governo guidata da un califfo (il successore di Maometto) che sarebbe colui che rappresenta la guida spirituale e l’unità politica dei mussulmani (la Umma).
Una cosa irragionevole nel XXI secolo, quello della globalizzazione.
Tradotto per noi occidentali, sarebbe come se il Papa volesse reintrodurre il potere temporale ed essere il capo di uno Stato cristiano.
Davanti a queste idee penso che sarebbe davvero ora di dire basta a tutte le forme di Stato teologico a qualunque latitudine e con riferimento a qualsiasi religione.

Davanti alla attuale situazione, dopo una fase di tolleranza che è stata scambiata per menefreghismo rispetto a vicende che accadono lontano, (tra Siria, Iraq, Turchia e Kurditan), credo che sia giunto il momento per l’Occidente di intervenire, per porre fine ad una guerra assurda e per ristabilire un ordine convenzionale (e magari precario) che però è sempre meglio di un disordine guerreggiato.
Intendo dire che non si può assistere a decapitazioni, violenze sulle donne, stragi di comunità locali ed eccidi di massa senza trovare il coraggio di “sporcarsi le mani”.
Le operazioni chirurgiche con i droni non sono sufficienti, lo stiamo tristemente vedendo….
Serve una dichiarazione dell’ ONU che autorizzi l’intervento armato di terra per porre fine a questo scempio umanitario e chiudere defenitivamente questa assurdità compiuta in nome di Allah.
Prendiamo questo personaggio che si ritiene il “califfo” e condanniamolo per i suoi crimini di guerra e poi anziché ucciderlo (come farebbero loro) dimostriamogli la civiltà dell’ Occidente, lasciandolo a marcire in qualche prigione.

Assistere a questi video con le decapitazioni e non provare disgusto verso coloro che compiono questi atti in nome di Dio, mi sembra impossibile e vorrei che tutte le persone civili gridassero forte il loro dolore e rabbia, non per vendetta ma per giustizia.
Tacere e fare finta di niente non è accettabile nemmeno per chi professa una fede che dice di perdonare il tuo nemico, perché il perdono si concede a chi è consapevole di aver sbagliato.
D’altronde se l’Isis dichiara guerra all’ Europa ed a tutto l’Occidente, nonché ai Cristiani, credo sia giunto il momento di rendersene conto e di adottare , secondo il diritto internazionale, una legittima difesa capace di porre fine a questo problema. Si, problema!!!

Posso comprendere che gli animi dei mussulmani “per bene” siano anche esasperati da anni di storia che li ha visti essere perseguitati, se non bombardati, da una cultura diversa dalla loro che molte volte si è intromessa nei loro affari interni per ragioni legate ai grandi interessi economici, ma sinceramente pensare che costoro possano fiancheggiare e sostenere l’Isis non lo credo ragionevole e dunque tocca anche a loro denunciare una situazione che, ripeto, a mio parere va affrontata.
D’altronde la tesi di coloro che pensano sia inutile imporre la democrazia in Paesi frammentati da varie etnie e religioni, non mi convince e penso sempre che sia meglio vivere e combattere per la più imperfetta delle democrazie che per uno Stato tiranno e/o teocratico.
Questi di Isis non sono guerriglieri di un popolo in guerra per la propria libertà, sono terroristi che vogliono conquistare un territorio, assoggettare un popolo e costruire con la forza uno Stato teocratico, quindi nessun paragone coi partigiani o coi palestinesi (che comprendo).

Ciò detto, tengo a precisare che l’Islam non deve essere un problema per l’ Occidente perché ogni uomo deve poter credere in ciò che ritiene più confacente al proprio spirito ed alla prropria cultura, quindi così come dopo aver fatto pulizia di un cancro, occorre un cambiamento di stili di vita, noi dobbiamo convivere diversamente con i mussulmani e rispettarli smettendola di considerarli figli di un Dio minore e ponendo fine ad ogni forma di sfruttamento.
Tutto questo ci porterebbe ad investire importanti risorse nei loro Paesi per alzare il livello medio di istruzione nella popolazione e per far crescere una cultura più democratica basata sopra una vera partecipazione, consapevole e non indotta.

Siccome sono consapevole che bombardare ancora quei territori e quelle popolazioni, non servirà a niente, se non ad alzare la tensione nei confronti degli occidentali alimentando uno scenario simile a quello che esiste tra Israele e Palestina, chiedo all’ ONU un chiaro deliberato che significa assunzione di responsabilità e qualche, duro, sacrificio di vite umane ma l’Isis va debellato. Ora!
Si tratta di una storia negativa e di una esperienza anacronistica a cui va posto fine, senza dubbi.
Ne va della sicurezza di tutti noi e dei mussulmani stessi.