Quello del PD alle elezioni Europee del 25 maggio è stato un successo straordinario!
Quasi il 41% è un risultato che, francamente, va oltre le aspettative ed ha il potere di determinare nuove prospettive, pensando al fatto che il PD è il primo partito in 107 delle 110 ex Province.
Ciò per chiarire, subito, che questo successo non è dovuto alle realtà locali che senz’altro possono aver contribuito per una minima parte ma è frutto sostanzialmente di una buona comunicazione del nostro leader che ha saputo parlare (e mettersi in sintonia) con gli italiani.
Il voto andato al PD non è del PD, su questo partito si sono riversati i voti di quell’elettorato mobile e d’opinione che sceglie di votare in un certo modo non per appartenenza ideologica ed acritica ma per indicare la propria fiducia verso un leader e/o verso un preciso programma di governo.
Credo, ad esempio, che quasi tutti coloro che avevano votato Scelta Civica (Monti) alle scorse Politiche abbiano dato il voto al PD; il PD di Renzi e non di Bersani, cioè un vero partito di centrosinistra per le cose che propone e non solo per quello che dice.
Ritengo che a questo risultato i tesserati del PD abbiano partecipato come controfigure mente il protagonista indiscusso è stato un uomo solo, un vero leader, il segretario Matteo Renzi.
Voglio spiegarmi ancora e meglio, pensare che sia merito del segretario comunale di Massa (tal Tongiani) conquistare il 50% dei consensi al PD è un puro esercizio di onanismo mentale, così come favoleggiare del successo del PD a Massa Carrara, quando dal 25 maggio, il PD ha perso la metà dei Sindaci lunigianesi ed a Fivizzano e Villafrana (Comuni con sindaci PD) che hanno fatto, in controtendenza, solo il 44%, significa offendere l’intelligenza delle persone che dovrebbero credere a queste panzane.

Certo la chiarezza di questo voto è disarmante oltre ogni tentativo di interpretazione, così Forza Italia ha perso fermandosi al 16% rispetto ad un recupero preventivato intorno al 20% ed a nulla valgono le giustificazioni sulle limitazioni a Berlusconi che è stato in TV come gli altri se non di più, ha perso il M5S di Grillo che non ha tenuto ed ha perso sia in percentuale che in voti rispetto alle politiche 2013, non hanno vinto ma hanno tenuto sia NCD che SEL (lista Tsipras), mentre per Fratelli d’Italia e la Meloni, possiamo parlare di insuccesso e di un pseudo leader, ha vinto la Lega superando il 6% ma il voto che viene dal centro e dal sud Italia sta a dimostrare che questo è stato un voto contro l’Euro e non per il Partito del Nord, infine dobbiamo segnalare la scomparsa del voto al centro di Scelta Civica e la conferma della crisi irreversibile dell’ Italia dei Valori.
Certamente questo voto enuncia l’inutilità di una sinistra antagonista ed alternativa per il Governo del Paese, in Italia non corriamo il pericolo di morire comunisti.
La vittoria del PD, senza il nome di Renzi nel simbolo, ha sepolto i gufi ed ha rinfocolato l’acidità di stomaco di tanti e proprio per questo c’è stato il bisogno del ricorso al maalox ….
Renzi, però, con intelligenza e lungimiranza, ha compreso l’importanza del voto ed ha capito che questa era una vittoria da capitalizzare e non da sfruttare.
Dunque nessuna polemica e nessun festeggiamento ma ripresa del lavoro di Governo, per concretizzare quel cambiamento che gli italiani hanno dimostrato di sognare e di volere.
Mi è molto piaciuto il suo atteggiamento responsabile, ha confermato di saper vincere proprio come aveva dimostrato di saper perdere dopo le primarie vinte da Bersani.

Torniamo ora a parlare delle prospettive che questo voto apre a tutto campo.
Il primo dato da sottolineare è che l’Italia in Europa potrà svolgere un ruolo più propositivo e più determinante per cambiare le politiche e le regole che abbiamo avuto fino ad oggi quindi modifichiamo il fiscal compact, il secondo dato riguarda un evidente rafforzamento dell’ azione del Governo che trova una forte legittimazione dal consenso elettorale ricevuto sulla strada delle riforme da compiere (ora basta col ritornello della mancanza di validazione popolare!) e dunque cambiamo la Costittuzione ed i regolamenti parlamentari e dopo gli 80 Euro ai dipendenti passiamo ad una azione di sostegno per i pensionati, il terzo dato riguarda la indiscutibile leadership di Renzi che ora ha “in mano” il PD e l’Italia (come avviene da sempre nelle democrazie dell’alternanza) per questo, ora, serve qualche “aggiustamento” sull’organizzazione interna del Partito e sui gruppi parlamentari, così da renderli funzionali alle scelte decisive per il cambiamento, alla faccia di Chiti .
A questo punto della mia riflesssione voglio affermare che il PD di Renzi, piacia o non piacia, è la risposta adeguata a questo sistema istituzionale ed elettorale che andava cercando, da tempo, Partiti a vocazione maggioritarria ed il Sindaco d’Italia.
Oggi e per i prossimii anni l’abbiamo trovato, è un politico giovane veloce e comunicativo, in pieno “Blair’s style” ed è in piena sintonia con le idee democratiche di Barak Obama, per questo credo che in Europa e nel mondo (senza vantare amicizie pericolose) ci sarà molta più attenzione per l’Italia e le sue idee, le sue proposte e le sue offerte turistico/culturali..
La politica italiana, grazie a Renzi che ha saputo rispondere positivamente all’ondata di populissmi basati sul catastrofismo e sulla disperazione, sta per scrivere una nuova pagina di storia, è quella della ricostruzzione di una propria credibilità che la riavvicini alla fiducia dei cittadini ed è quella di chi vuole dimostrare una chiara capacita di ben fare iniziando ad operare nell’interesse generale e non di una parte, per quanto grande sia.
In questo senso è auspicabile la ricostruzione di un centrodestra competitivo ed alternativo al centrosinistra ma basta con Berlusconi e la sua demagogia, mentre per il M5S vedo un futuro legato alla rappresentanza di quella parte critica della società (trasversale agli schieramenti in campo) che merita di essere ascoltata ma non sarà mai forza di Governo, mentre potrebbe svolgere, invece, una testimonianza collaborativa (per senso civico).
Per queste ragioni la nuova legge elettorale è auspicabile che sia il più possibile simile a quella dell’elezione dei Sindaci nei Comuni sopra i 15.000 abitanti; non c’è da inventare nulla di nuovo ma solo di adeguare una legge funzionante al livello dello Stato.

Leggo di qualche autocritica (sparuta) ma di tanti tentativi di trovare giustificazioni alle sconfitte sopra descritte, come quella dei Grillini che danno la colpa ai giornalisti dopo che per tre mesi sono stati presenti (come gli altri) in tutti i talk show o come le letture che tendono ad affermare che la vittoria di Renzi è frutto delle paure che Grillo ha suscitato, tutte letture molto parziali e soprattutto strumentali, vere e proprie panzane ad uso e consumo dei propri tifosi.
Cari amici / lettori, prendete atto di una vittoria che è frutto della delusione per una generale mancanza di proposte credibili e per una fiducia verso colui che ha iniziato a fare qualcosa di concreto nella direzione del cambiamento per l’Italia.
Poco? Per ora può anche essere ma meglio qualcosa di niente!
Dunque prendete atto che l’Italia sta cambiando ed anche se la cosa non va nella direzione da voi sperata fatevene una ragione,,,,, perché altrimenti vivrete male.
Non si può campare tutta la vita con il Maalox, dopo un pò non basta più!

PS Consiglio ai Grillini (se volete ascoltarlo) allontanate da Voi, i vari Travaglio, Scanzi, Fò, D’Arcais, Martinelli, Padellaro ecc ecc sono quelli che non hanno mai fatto vincere la sinistra e non faranno mai vincere voi. Persone intelligenti e di cultura ma sono la garanzia della sconfitta!