Se non sei mai stato al Lago Santo devi andarci, ne vale proprio la pena. Se arrivi in moto ai Lagdei e poi sali a piedi verso il rifugio Mariotti del Lago Santo hai l’occasione di vivere un vero tuffo nella natura ben salvaguardata e valorizzata dalle Istituzioni locali. Non puoi tralasciare, nemmeno, una escursione ai Lagoni e magari salire al Lago scuro. Siamo nel Parco Regionale dei Cento Laghi che vale la pena di scoprire. Questo è un territorio autentico e sa dare emozioni genuine a chi lo sa vivere in maniera sostenibile.

Il Lago Santo parmense, a circa 1.510 mt d’altezza slm, nel comune di Corniglio, con i suoi 81.550 m2 di superficie, è il più vasto lago glaciale della Provincia di Parma e dell’Emilia-Romagna, ed anche il maggiore lago naturale di tutto l’Appennino Settentrionale ed ha una profondità massima di circa 22,5 metri. Al Lago Santo che è anche il più ampio lago naturale dell’ intero Appennino Emiliano Romagnolo, vi si arriva con sicurezza in seggiovia o a piedi attraverso comodi sentieri partendo dalla località Lagdei. Nel lago vivono le trote, il salmerino e la scardola oltre a varie specie di crostacei e insetti. Il Lago Santo è dominato dal Monte Sterpara e sopratutto dal Monte Marmagna (1848 mt) che con la sua Croce domina sia la Val Parma che la Val di Magra. Da dicembre ad aprile il lago è coperto da una robusta coltre ghiacciata spessa qualche metro, al punto che lo si può attraversare camminando sul ghiaccio. Dal Lago nasce il torrente Parma.

Infine va segnalato che al Lago Santo trovi il rifugio “Mariotti” che offre una semplice ma confortevole accoglienza, in un ambiente naturale di pregio che è stato anche, negli anni della seconda guerra mondiale, teatro di epiche battaglie partigiane di resistenza.