Il Covid-19 ha contraddistinto anche la lontananza dal mio blog.
Ma ora siamo ripartiti e così ripartiamo anche con l’attività del mio sito con qualche pensiero personale e qualche articolo significativo di altri.
Niente di sensazionale ma solo un piccolo contributo per ragionare sui fatti e sulle cose che avvengono e/o che sono avvenute.
Il nostro Paese è entrato in emergenza a causa di una crisi sanitaria che ha fatto troppe vittime ma che non può essere paragonata ad una guerra.
Questa pandemia non è stata voluta e non è una finzione ma una causa naturale, legata probabilmente a stili di vita che hanno alterato un equilibrio ecologico consolidato ma sempre più precario.
La guerra, tutte le guerre(!) sono frutto, invece, di scelte scellerate degli uomini che cedono ai propri istinti per potere o per ricchezza.
In questo caso si tratta di un virus letale che ci ha colpiti nonostante la tecnologia avanzata di cui ci serviamo, ma un virus naturale e per questo si tratta di un virus che prima o poi la scienza riuscirà a debellare.
Fino ad allora credo non sia superfluo raccomandare il massimo di responsabilità individuale, da esplicarsi attraverso due modalità: il rispetto delle regole in mezzo agli altri e la serietà dei comportamenti verso gli altri.
Non si possono vedere persone che trasudano paura e urlano all’untore ma al contempo non si possono vedere gli imbecilli che se ne fregano di tutto e banalizzano una situazione pericolosa.
La situazione nel nostro Paese ed anche a Pontremoli è stata davvero critica e se ne stiamo per uscire, è merito dei sacrifici che abbiamo saputo fare e che ora, non vanno resi inutili per sciocca spavalderia.
Ritengo che i cittadini italiani, tutto sommato, abbiano saputo fare la propria parte, così come il Governo che ha gestito con buone scelte e competenze (grazie al supporto scientifico dei medici) la crisi sanitaria ma soprattutto vanno ricordati e celebrati gli operatori sanitari che con grande impegno ed andando oltre i propri specifici doveri, hanno lottato in prima fila e con grande professionalità.
Se qualche Regione ha sofferto di più di altre ed ha avuto più morti non è certo colpa della classe politica ma se in altre Regioni l’emergenza è stata gestita meglio il merito va senz’altro alla classe politica che si trovava a governare.
Certamente invece, non si può essere contenti di come il Governo ha affrontato la crisi socioeconomica…
Una crisi molto grave e destinata a far crollare il Paese se non viene affrontata nel modo adeguato e cioè lungimirante.
Il Governo durante le fasi 1 e 2 ha usato tante belle parole, ha fatto tante promesse ma nella realtà le risposte per gli imprenditori, per i professionisti e per gli operatori turistici e commerciali, non sono arrivate come era lecito aspettarsi.
Serve fare di più e serve farlo subito, si acceda alle risorse UE e si mettano a disposizione di tutti quei soggetti e di tutte quelle iniziative che possono permetterci di riprendere la produzione e di dare lavoro.
Inoltre vengano sbloccate, con urgenza, le risorse destinate alle opere d’investimento su strutture ed infrastrutture pubbliche.
Le polemiche ora non servono e quindi le opposizioni la smettano di fare demagogia strumentale ma, anche, basta DPCM ed il Parlamento torni centrale nel fare leggi adeguate al momento di crisi e nell’ indicare le scelte opportune.
Il Governo, poi, stanzi le risorse necessarie ed operi per il Bene Comune, senza ripercorrere vecchie strade, clientelari o peggio classiste,  ormai superate dall’esigenza di una nuova politica, basata sulla condivisione.

Per concludere non si tratta di tornare alla normalità, intendendo per tale la situazione precedente a marzo 2020, bensì di avere un approccio nuovo alla vita quotidiana, avendo chiaro che va cambiato il paradigma di riferimento per la vita di ogni comunità locale e di tutto il Paese, nella direzione della sostenibilità ambientale e della solidarietà sociale.