grego per le elezioni
Dal risultato delle elezioni comunali del 5 giugno scorso bisogna fare tesoro e valutare le lezioni subite!
Premetto che sono un convinto sostenitore di Renzi e proprio per questo mi permetto di affermarlo.
Non siamo certo alla “débâcle”, sbandierata da gufi jettatori e da scribacchini al servizio di qualcuno ma certo il risultato del PD “non è soddisfacente” (per dirla come Renzi) ed ancora di più è preoccupante.
Il calo degli elettori sta a significare che il recupero di credibilità della politica è ancora lontano da venire ed il fatto che nemmeno i grillini (M5S) riescono a crescere rispetto alle politiche, nonostante la loro (presunta) marcia trionfale, la dice lunga sul fatto che gli italiani sono sempre meno idealisti e ideologici ma più concreti e cinici.
Comunque tutto, cioè una seria valutazione definitiva, dipenderà dagli esiti dei ballottaggi e dunque rimandiamo un commento al post 19 giugno e veniamo a parlare del nostro locale, le elezioni di Pontremoli.
Anzitutto, bisogna riconoscere che la lista Cara Puntremal ed il suo candidato Sindaco Baracchini, sono arrivati primi alle Elezioni di Pontremoli ed hanno vinto con merito come dimostrano i numeri.
Onore però anche ai vinti (la lista Open Pontremoli ed al suo candidato Sindaco, Mazzoni) che da soli, contro tutti, hanno dato il via ad un progetto politico di ricambio della classe dirigente di quel blocco sociale “alternativo alla maggioranza di centrodestra” fatto di una lunga storia che comincia nel 1990.
Da segnalare c’è che anche a Pontremoli, ha votato meno gente rispetto a 5 anni fa e questo nonostante quattro liste in campo abbiano coinvolto più di 50 candidati. Certo, è vero che la popolazione residente si è leggermente ridotta e, come detto sopra, vi è un problema nazionale di astensionismo, ma a Pontremoli, purtroppo, il dato è ancora più significativo, perché quasi 500 votanti in meno equivalgono a ben un decimo dei residenti effettivi
Io ritengo che questa ondata di astensione abbia penalizzato la nostra area elettorale.
L’astensione ci ha colpito per due ragioni: la prima è che la divisione del centrosinistra demotiva alcuni elettori che pensano all’impossibilità di vincere e dunque non votano, la seconda è che la lista Open Pontremoli, comunque rappresentava, l’idea renziana del Governo e del PD e dunque non ha trovato qualche attenzione che invece avrebbe meritato per la proposta di cambiamento messa in campo.
Questo astensionismo, combinato alla dilagante vittoria (nei numeri) della lista Cara Puntremal (che ribadisco essere la meno rappresentativa dei lunghi trent’anni di storia) da un lato significa che l’alternativa alla Baracchini non è stata ritenuta credibile e dall’altro che il panorama politico generale di Pontremoli, con il suo elettorato anziano, è sempre più statico, cristallizzato e conservatore.
A queste considerazioni vanno aggiunte, le assunzioni a tempo determinato per decine di ragazzi in cerca di occupazione nelle varie cooperative che lavorano per il Comune e le opere di fine mandato messe in campo dalla giunta Baracchini grazie al recupero degli arretrati ICI/IMU (peraltro nemmeno tutti ed oggetto di mediazione pur di averli al momento giusto) che aveva avviato, nei confronti di EDISON SpA, la giunta Gussoni; opere pubbliche ordinarie che sono state fatte passare come grandi interventi ma che in realtà avevano un chiaro valore, utile alla ricerca del consenso. Vedremo infatti, nel tempo, la qualità delle opere fatte e se i marciapiedi saranno ancora usati come parcheggio(leggi via Europa e non solo).
Per quanto riguarda il centrosinistra, ovvero la lista Open Pontremoli ed il suo candidato Sindaco, Francesco Mazzoni, è chiaro che si tratta di una sconfitta bruciante ma la passione e l’impegno messo dai tanti giovani che hanno creduto e partecipato ad un progetto nuovo lascia ben sperare per il futuro.
Sinceramente non vedo nulla di cui il centrosinistra debba rimproverarsi se non la mancanza di una comunicazione più pungente ed accattivante che non vuol dire polemizzare ma chiarire cose e situazioni che meritano di essere conosciute ed affrontate anziché lasciarle avvolte in una nebbia di comodo che fa piacere a tutti coloro che non vogliono vedere.
Ora bisogna ripartire da una classe dirigente nuova e da un progetto politico civico, supportato dal PD, con un chiaro programma di sviluppo socioeconomico del territorio.
Ma questo programma non deve restare nei cassetti ma andrà sostenuto e dimostrato concretamente, come alternativa alle scelte ed all’inconsistenza della solita Amministrazione Baracchini.
Mazzoni proponeva di cambiare Pontremoli ma hanno vinto i conservatorismi di destra e di sinistra. Peccato!!
Irrilevante il peso politico della lista Battaglia, che esiste solo in funzione di fronda al Partito Democratico, senza una vera proposta se non pura demagogia, una lista che di fatto s’ innesta in un percorso che a livello nazionale risulta già morto in partenza come dimostrano i casi di Fassina a Roma e di Ariaudo a Torino.
Purtroppo quell’astensionismo di cui abbiamo parlato sopra, ha causato la mancata partecipazione al voto di molti potenziali elettori del centrosinistra e ciò ha determinato la cessione di un consigliere per una manciata di voti (i resti) alla lista L’Altra Pontremoli. <peccato perché sarebbe entrato Matteo Bola, un giovane capace.
Mi domando: ma L’Altra Pontremoli, sbandierata, è quella “accozzaglia di livorosi e rancorosi” (per dirla con Foglianisi) che vede insieme Fattori e Pedrini e l’asse BARABA (BARAcchini BAttaglia)?
Se questa è l’altra Pontremoli allora al diavolo la mia voglia di cambiamento e mi tengo la vecchia Pontremoli!
Però ormai, tutto questo appartiene al passato e dunque occorre continuare a guardare avanti, al futuro.
Ma per saper affrontare il futuro, bisogna che il centrosinistra sappia trarre lezioni dalle sconfitte riconoscendo gli errori commessi e riprendendo a lavorare quotidianamente sui problemi e le aspettative della nostra comunità locale, favorendo soprattutto la partecipazione.
Vincere le elezioni non è mai facile e perderle non deve essere un dramma, occorre invece essere consapevoli di aver fatto il proprio dovere senza alcun rimorso e senza nessun isterismo.
Ai giovani che si affacciano alla politica voglio dire che bisogna documentarsi e prepararsi perché bisogna saper fare politica con serietà e responsabilità, stando fra la gente, sapendo che rinunciare alle scelte facili può costare ma più grande è la rinuncia e più grande sarà la soddisfazione della conquista!