“C’è qualcosa di nuovo nell’aria” diceva qualche anno fa uno slogan pubblicitario……. a Pontremoli c’è qualcosa di nuovo ma non è un profumo, è “aria nuova” fatta di idee, proposte e facce nuove. Facce di persone che hanno vissuto questa esperienza elettorale con il sorriso sulle labbra e non con il volto tirato, rancoroso e preoccupato, di taluni professionisti politici locali, in cerca di affermazioni per salvare il proprio….. (sedere) sulle poltrone a cui aspirano. Personaggi (?) che peraltro ottengono sempre risultati modesti e che non raggiungono mai i 300 voti personali (quota minima per un vero successo). Comunque sia, una ventata d’aria nuova c’è stata ma non sufficiente a spazzare via il vecchio. Forse per questo qualcuno la definisce ininfluente (dico io come il risultato del PD che se aveva bene amministrato avrebbe dovuto vincere) ma vedrete che qualcosa di diverso ci sarà in futuro. Qualcosa è cambiato ma la competizione è solo all’inizio ed ora c’è bisogno di forze nuove che vogliano partecipare e contribuire a far crescere il nostro movimento civico in vista dei prossimi appuntamenti. In consiglio comunale sarà minoranza costruttiva e non opposizione pregiudiziale ma nessun sconto a chi non saprà fare l’interesse generale di Pontremoli. Pontremoli ed i pontremolesi saranno al centro del nostro agire politico ed amministrativo e proprio in questo percorso spero di coinvolgere altri movimenti che, ora, sono fuori dalla scena poltica locale, ma in passato hanno saputo caratterizzarla positivamente. Pontremoli ha bisogno di un nuovo spirito civico che sappia farle superare le divisioni e ritrovare una forte identità sociale e culturale che la riproponga come capoluogo del territorio lunigianese. Ciò non passa dalle cariche sovracomunali ricoperte da qualche modesto personaggio politico ma da un progetto di sviluppo locale condivisibile. Questa è la sfida del futuro a cui vogliamo che tanti pontremolesi partecipino con passione e coraggio, sul nostro esempio, andando oltre ogni rgionevole dubbio o comodità. Per questo voglio dare la sveglia a ciascuno di voi, non state a guardarci ma venite a portare il vostro contributo. Non state dietro ai soliti retropensieri, uscite dai luoghi comuni e dai pregiudizi ed unitevi a noi, il nostro non è un impegno per un Partito o per una persona (per quanto capace sia ciascuno di noi), noi ci impegniamo per il futuro di Pontremoli. Quando si è a posto con la propria coscienza e si lavora per gli altri, ne vale sempre la pena, anche se ciò comporta qualche rinuncia o sacrificio. Pensateci, pensiamoci! Per ultimo c’è qualcosa di nuovo da leggere anche nei risultati elettorali nazionali, forse si avvicina il momento del superamento dell’epoca (negativa) di Berlusconi, allora non diamo nulla per scontato e serriamo le fila e poi tutti pronti al via!

Mi pare di poter condensare così il mio pensiero su questo turno elettorale: “qualcosa è cambiato, ancora poco ma potremmo essere al via di una ripartenza”.

Gli elettori in generale sono passati dalla sfiducia che li spingeva a disinteressarsi della politica ad un atteggiamento a metà tra la partecipazione responsabile ed il voto di protesta responsabile.

Ora provo a spiegarmi.

La mia opinione è che il voto al movimentismo sta a significare la voglia di partecipazione sociale mentre il voto al sistema dei Partiti puzza di logiche “contro” pur senza scadere nella protesta inutile e facendo contare il voto al di fuori da logiche di appartenenza..

Per comprendere l’affermazione bisogna considerare due fattori il consolidamento del voto al PD come unica possibile alternativa di governo, la diminuzione del voto al PdL come punizione per scelte politiche discutibili e di basso profilo (vedasi l’operazione dei “responsabili”) e per i continui litigi che attraversano il centrodestra da 3 anni, quasi su tutto (prima Fini poi Tremonti ora la Lega).

In poche ma chiare, parole gli elettori si sono rotti, del tirare a campare e dei tira e molla.

Il PD che vince a Torino è frutto del buon lavoro di Chiamparino, quello che rivince d’un soffio al primo turno la città, simbolo, di Bologna è invece un PD da ricostruire, quello che tiene in Toscana è invece un PD che deve fare un attento esame di coscienza per evitare amare sorprese nei prossimi anni (a causa di scandali e potentati locali), infine il PD che perde a Napoli è quel PD che deve essere rifondato ex novo, senza sconti per nessuno, trovando una nuova classe dirigente.

C’e’ ancora un PD da considerare, è quello di Milano che va al ballottaggio con Pisapia, si tratta d’un PD laborioso, fresco e pieno di buone intenzioni che non deve pensare ancora di avercela fatta ma che soprattutto deve riflettere su quanto poteva essere e non è statto. Al primo turno il voto contro la Moratti è stato evidente ma ora attenzione, si gioca una partita che rischia di andare oltre il vero significato amministrativo e ciò potrebbe riportare la scena a favore di Berlusconi & soci.

Comunque il PD deve stare pronto a scattare dai blocchi di partenza, l’ora si avvicina ma forse qualcuno farebbe bene a ricompattare le fila e non a favorire divisioni ed allontanamenti.

Nel centrodestra è invece sempre più evidente il disagio di chi vorrebbe ma non può!

Ormai in molti stanno pensando che diventa necessario superare, per tenpo, Berlusconi; proprio così, oggi, dopo averlo difeso strenuamente ed aver dimostrato tutta la fedeltà possibile, in molti stanno provando ad immaginare nuove strade e percorsi politici sia individuali che di gruppo.

Tremonti e Sacconi, Luppi e Formigoni, Alfano e Frattini e poi il risortto Scajola, tutti in pista per non mancare all’appuntamento con un ruolo per il dopo Berlusconi.

Certo che se il PdL perdesse Milano potrebbe essere un segnale tragico e forse fatale per il loro modesto Governo, peraltro frutto della maggioranza parlamentare più ampia mai avuta in Italia ma la distanza dalla Lega cresce comunque.

Una Lega un pò in difficoltà che si trova a fare i conti tra la base protestataria per vocazione ed una classe dirigente ben radicata sulle poltrone romane e locali.

Per questo in molti, nel PdL, sono pronti a partire per la corsa alla successione.

Il terzo polo, quello di centro, continua la sua lenta e modesta azione di consolidamento politico (più forte al sud meno al nord), ciò avviene con qualche difficoltà a causa dei continui distingui dentro FLI ed a causa di una vera inconsistenza dell’API. Peraltro l’attenzione di una certa opinione pubblica stanca dei fazionismi non manca, così come un bacino potenziale di consensi, ma i voti non sono mai tali da rendere concreta la possibilità d’un decollo credibile di una nuova posizione poltica moderata nel Paese.

Anche la posizione di rendita di poter usare la carta dell’essere decisivi ai ballottaggi, andrebbe giocata con grande coraggio e responsabilità da parte del centro, secondo logiche locali e non nazionali, mentre invece si percepiscono titubanze strane ed incomprensibili. Il centro dovrebbe, a mio parere, puntare a scegliere, in ogni realtà. tra i due candidati in lizza, quello che offre più garanzie su valori e programmi condivisibili, secondo una logica, magari cinica ma certamente politica, del meno peggio.

D’altronde il sistema elettorale del doppio turno potrebbe essere una proposta concreta per una riforma elettorale e conseguentemente anche Istituzionale, che cambi l’Italia.

Il centro dunque, si svegli dalle nostalgie ex DC e si tenga pronto a guardare ai molti delusi (che esistono a destra e sinistra) per riunirli in un progetto politico di lungo respiro per trasformare l’Italia in un Paese moderno e forte dei valori costituzionali.

E veniamo ora alle elezioni comunali di Pontremoli.

Non mi sottraggo certo ad una riflessione necessaria e costruttiva ma anche spietata per ragioni di chiarezza nonché per ribattere a coloro che hanno voluto esasperare gli animi anche con denigrazioni.

Ha vinto il centrodestra ed era prevedibile vista l’incredibile riunificazione raggiunta dopo le dimissioni consiliari, scegliendo così di fare finta di niente sulle pesanti diversità del passato recente.

Probabilmente questa pseudo unità (vista la battaglia delle preferenze) è stata raggiunta, solo, sotto la spinta di una vittoria facile e delle poltrone da dividersi.

Ma tant’è ed il centrodestra ha vinto andando oltre i 2500 voti che sono pochi rispetto ai potenziali 3100 (dati dalla sommatoria delle 2 liste di Ferri e Cocchi alle scorse comunali) ma come, prevedibile, sufficienti a vincere ed a blindare una compagine nella quale le decisioni verrano prese solo da chi gestisce politicamente il tutto.

Comunque questo, almeno a mio parere, è un centrodestra pieno di contraddizioni che vedrete non saprà fare altro che bisticciare e ridare il via ad una vecchia fase politica del “bisogno”.

Il centrosinistra a Pontremoli è, ahimé, ancora una volta, all’opposizione in quanto minoranza nell’elettorato ma si badi bene lo era anche la volta scorsa pur riuscendo, allora, a causa delle divisioni del centrodestra, ad andare al governo della città.

Il risultato odierno va ricercato nella deludente ed inefficace amministrazione passata.

Non aver voluto o saputo, prendere le distanze da quella esperienza infelice, sia sul piano programmatico che su quello della classe dirigente, ha di fatto messo il PD all’angolo costringendolo ad una lista senza alleanze locali, fatta di sole sigle provinciali e con un’alleanza innaturale addirittura con FLI.

Il discrimine, dunque, tra l’unità possibile e l’unità venuta meno è stato il mancato rispetto del necessario criterio di discontinuità rispetto al passato.

A causa di ciò a Pontremoli e non per veti personali (che invece sono sempre stati messi nei miei confronti come sta a dimostrare la ripetuta indisponibilità a fare le primarie), si sono, di fatto, formati due modelli di centrosinistra.

Uno di stampo PD, da pensiero bulgaro e basato principalmente su cattocomunisti, l’altro di stampo civico dove ognuno partecipa, con pari dignità, senza ordini calati dall’alto e senza essere eterodiretti.

Attenzione ciò è avvenuto perché Roberto Ribolla, dopo essere stato indicato da noi quale candidato “super partes” non ha saputo svolgere proprio quel ruolo e sfilarsi davanti al mancato accordo. A lui riconosco l’onore delle armi per essere una persona seria ed aver fatto il migliore risultato possibile per la sua lista, ma……. ha sbagliato a fare la foglia di fico delle vergogne (intese come errori politici) altrui.

Il primo centrosinistra quello delle sigle partitiche ha fatto una campagna elettorale “contro”; conto Ferri (tanto per fare qualcosa di nuovo) e poi contro il sottoscritto denigrando la mia candidatura (senza ragioni e solo su supposizioni), non potendolo fare verso un programma concreto ed innovativo capace di dare un’idea di sviluppo locale.

Così via libera all’espulsione dal Pd solo per una ripicca locale, fiato alle trombe della maldicenza inventando di futuri incarichi per il favore fatto a Ferri e ripescando anche vecchie storie senza fondamento conclusesi con assoluzioni piene (come ho sempre sostenuto), poi avanti con una gazzarra da cortile fatta di chiacchere senza alcuna sostanza su incarichi, indennità e spese elettorali ed infine per rintuzzare il nostro consenso uno spreco di promesse per lavori, favoritismi e posti di lavoro grazie ai rapporti con Comunità Montana, Provincia e Regione. E’ mancata solo un’accusa di pedofilia……. e tutto ciò mentre il sottoscritto si preoccupava solo di parlare di proposte, nel pieno rispetto degli avversari.

Uno spreco di energie assai strano da parte del PD (che pena), vien da dire, contro una lista che a malapena, secondo gli esperti, non avrebbe raggiunto i 500 voti.

Posso solo dire che non mi pento di essermi comportato così, ma aggiungo, che in questo modo, il PD non va da nessuna parte!

Difatti il centrosinistra targato “a fuoco” PD prende circa 1500 voti ma con l’apporto significativo di Mazzoni (FLI), per circa 170 voti di destra, dunque quel tipo di centrosinistra, a Pontremoli, vale 1350 voti circa (di cui circa un 100 di voti della sinistra radicale che ha fatto soccorso rosso per Ribolla).

Beh, un po poco per chi ne contava 1953 alle politiche del 2008!!

Ma come previsto in anticipo non ci sarà alcuna autocritica ma solo lo scarico della responsabilità sulla lista civica “Cittadini per Pontremoli”, colpevole di lesa maestà!

Eppure se il PD mettesse in campo un pò di responsabilità, anziché arroccarsi in una sciocca autoreferenzialità, potrebbe ritrovare il bandolo della matassa per ricostruire una rinnovata dirigenza e magari anche una nuova e logica unità d’intenti, politica, per il futuro.

Sia chiaro non mi aspetto e non ci aspettiamo niente, la mia è solo una riflessione che si basa sul buon senso di chi vuole lavorare per creare un’alternativa di centrosinistra, fatta di proposte concrete, al centrodestra pontremolese e nazionale.

Non mi aspetto, però, niente di tutto ciò ma soprattutto, voglio precisare, non chiedo niente, se aspiravo a qualcosa sapevo bene cosa avrei dovuto fare, non presentarmi candidato con la nostra lista civica e passare poi all’incasso di qualche incarico di Partito (già prospettato, peraltro, al di sopra della dirigenza locale).

Per quanto riguarda il secondo centrosinistra locale (così può definirsi di fatto “Cittadini per Pontremoli”, visto che nella lista non c’era alcun esponente di partiti del centrodestra), il risultato ottenuto è stato quanto programmato inizialmente con l’amarezza di non aver centrato il secondo consigliere per una manciata di voti.

Il traguardo di 700 voti raggiunti con una lista costruita in poche ore, con appena un mese di tempo per fare conoscere le nostre idee e contro tutti gli apparati partitici di destra e di sinistra, deve essere considerato un buon risultato, una positiva sorpresa, che ci da il giusto conforto per proseguire nella direzione di fare di Pontremoli un laboratorio politico nazionale dove le forze migliori della città si mettono insieme per un programma concreto di “cose” importanti da fare per il bene comune, andando così oltre la destra e la sinistra.

Per questo motivo noi andiamo avanti con grande senso civico!

A queste elezioni qualcosa è cambiato a Pontremoli; un movimento di persone senza partiti alle spalle, basato su idee comuni, con un programma condiviso ed aperto alla partecipazione, ha trovato le forze per eleggere un proprio rappresentante in Consiglio.

La nostra lista civica è stata l’unica novità che ai nostri concittadini ha chiesto un voto per fare e non contro.

Questa iniziativa non è paragonabile a quella di Torre civica negli anni 60 od a quella della lista di Cocchi nella passata legislatura, quelle erano liste riconducibili ad un Partito (la Dc e FI), la lista civica “Cittadini per Pontremoli” nasce e vuole crescere come movimento di persone che hanno voglia di contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico di Pontremoli al di là di ogni logica partitica.

Dunque un invito a tutti, al di là del voto espresso il 15 e 16 Maggio scorsi, ora è il momento di svegliarsi e di partecipare, per darsi da fare a cambiare Pontremoli.

Certo sempre se come, noi, la volete cambiare per farla migliore!