Allontanandosi di pochi chilometri da Berceto, uscita sull’autostrada A15 della Cisa, si giunge a Bergotto e poi a Corchia, straordinario insediamento storico/rurale lungo un antica via di comunicazione tra la pianura ed il mare, che conserva il nucleo medioevale, con case in pietra, viottoli lastricati, sottopassi ad arco e un’ostello risalente al XII secolo.
Il primo caseggiato che si incontra sulla sinistra all’ingresso del paese è l’antica residenza della famiglia Corchia, la cui origine risale probabilmente al medioevo. Nel settembre del 2000 il Consiglio Comunale a nome del Comune di Berceto, dava il suo assenso alla donazione dell’immobile denominato “Casa Corchia”. Su tale donazione vige la condizione che la casa mantenga la denominazione attuale e che venga destinata a scopi storico-culturali.

Fra i castagni della Val Manubiola, Corchia è uno dei momenti medievali della provincia parmense di maggiori rilievo in assoluto: l’unità strutturale e stilistica del borgo montano, la forma quadrangolare, la cortina di edifici perimetrali (forse originariamente difensivi), la strada selciata che funge da asse del paese, gli stretti vicoli laterali coperti da volte, i loggiati, i balchi, i portici e i cortili interni, tutto concorre alla formazione dell’immagine medievale del paesino.
La chiesa dedicata a San Martino oggi chiusa al culto, presenta una singolare facciata sormontata dal campanile sostenuto da un arco proteso sulla via.
Ma quello che colpisce è la pietra. I ciottolati, i pavimenti, le scale, le mura delle case ed i portali tutto è pietra ed ancora pietra; una pietra bella e ben lavorata. Archi e volti, finestre e finestrine, portoni e portali in pietra e legno.
In questo borgo tutto è frutto della natura e della fatica dell’uomo.

Corchia lega la propria storia moderna alle miniere: esaurita la speranza, coltivata fino dalla metà del XVI secolo con i Farnese, di trovare l’oro nella valle (in realtà pirite), nel 1865 iniziò lo sfruttamento industriale dei giacimenti di rame, che durò fino al 1942: sul fianco del Monte Maggio, sopra al paese, si aprono ancora i cunicoli delle gallerie.
Ma oggi Corchia merita una visita, oltre che per la sua straordinaria bellezza ambientale, anche per il Museo dedicato a Martino Jasoni, uno dei suoi figli emigrato in America all’inizio del 900.
Jasoni nasce a Berceto nel 1901 ed a soli 5 anni con i genitori si trasferisce a New York, dopo la scuola inizia a lavorare come incisore ed a frequentare le lezioni di disegno di C. Prior, nel 1919 frequentò anche un corso di G. Bridgeman, per poi giungere alla scuola di John Sloan, grande innovatore dove fù compagno di Walter Elias (Walt Disney).
Nel 1924 insieme ai genitori decidono di rientrare a Corchia, dove muore nel 1957.
Jasoni con le proprie opere ha partecipato alle seguenti principali manifestazioni :
– 1921 Mostra annuale della Society Indipendent Artist
– 1025 Mostra per il 50esimo della Fondazione Arts Stude League
– 1932 Prima Mostra Italiana di Disegno
– 1935 Seconda Mostra Quadriennale di Roma
– 1936 Biennale di Venezia
– 1956 Mostra di Arte Contemporanea Internazionale di Roma.