La prima conferenza stampa di fine anno di Matteo Renzi premier non diventa primo titolo nei tg, non conquista le homepage dei siti, non fa notizia. Perché, mentre il presidente del Consiglio parla alla stampa in un’aula attigua a Montecitorio, al largo delle coste pugliesi sono ancora in corso le operazioni di soccorso sul traghetto Norman Atlantic.  “Mi sento come Al Pacino in ‘Ogni maledetta domenica’ che cerca di dire ai suoi che ce la possiamo fare”, dice il premier all’ inizio della conferenza stampa. Non è un caso che lo dica subito. Serve a chiarire che, per la conferenza stampa di fine anno, il menu prevede un discorso emotivo, assolutamente non politico, a dir poco prudente su tutte le questioni in agenda, anzi scientificamente costruito sui dribbling di tutti i nodi che verranno al pettine tra poche settimane. A cominciare dall’ elezione del nuovo presidente della Repubblica, dopo le dimissioni che lo stesso Giorgio Napolitano ha praticamente annunciato per la metà di gennaio.  Su questo tema, il presidente del Consiglio non scuce nulla delle sue intenzioni. Si limita a dire che “i partiti si confronteranno sul metodo necessario e sicuramente troveremo tutti insieme la forza per eleggere un Presidente della Repubblica che rispetti non gli aggettivi dei media, spesso interessanti e intriganti ma che lasciano il tempo che trovano, ma che faccia quello che deve sulla base della Costituzione”.  Nulla di più, se non la convinzione che in Parlamento “non ci sono 220 franchi tiratori” che possano gettare nel caos la prossima corsa quirinalizia.

tratto da Huffingtonpost in occasione della conferenza stampa di fine anno di Matteo Renzi

L’anno che sta chiudendo è stato, senz’altro, segnato positivamente dall’accordo fra USA e Cuba mentre negativamente lo è stato per l’ingiustificata invasione della Crimea da parte della Russia.
Papa Francesco nel frattempo indice il Sinodo e lavora per cambiare la Chiesa dentro il mondo.
Ma in Italia il 2014 è stato l’anno di Renzi.
Nel febbraio Matteo Renzi ha assunto la guida del Governo italiano all’insegna del cambiamento, anche se poi, in realtà, ad oggi di cambiamenti se ne sono visti ancora pochi ma …..
Per altro di particolare rilievo c’è, ancora, da segnalare che ad inizio anno il Belgio è stato il primo Paese al mondo a legalizzare l’eutanasia senza alcun limite di età. Una scelta davvero pericolosa!
Così mentre ci apprestiamo a vivere la notte di passaggio tra il 2014 ed il 2015, voglio svolgere alcune considerazioni su fatti e fatterelli accaduti.

Le dimissioni di Letta e la successiva nomina di Renzi sono stati due fatti traumatici per noi “democratici” ma il successivo risultato delle Europee ha cancellato ogni ombra o dubbio; era giusto affidare a Renzi il Governo del Paese e lo era fin dai tempi dei vani tentativi Bersaniani.
Renzi, come si sta vedendo, non è certamente un mago in grado di fare ciò che sarebbe giusto fare ma è l’unica possibilità che ha l’Italia di provare un cambio radicale rispetto al passato.
Il sistema Paese, per come lo abbiamo conosciuto, non può più funzionare e dunque è indispensabile (ed urgente) cambiare; cambiare non solo per contrastare la crisi ma per costruire un Paese nuovo, in grado di affrontare il futuro e le sfide che si presentano.
Bisogna dire basta e cambiare ma dentro l’ Europa.
Basta alla burocrazia degli Enti Pubblici che vessa il cittadino, basta ai Sindacati che pretendono di fermare ogni riforma se non è concordata con loro, basta ad una tassazione elevata che spreme le imprese e gli autonomi, basta al potere debordante di una magistratura incontrollabile e basta coi politici nominati ed ai loro privilegi!!!
Matteo Renzi si deve, dunque, misurare con questi impegni e non bastano più gli solgan e gli annunci, ora si devono concretizzare una serie di riforme con normative chiare e semplici.
Per questi obbiettivi prioritari e decisivi, siamo anche disponibili ad accettare qualche suo comportamento presuntuoso e scorretto ma d’altronde se il “politically correct” equivale ad immobilismo ed inutile piacioneria, meglio correre qualche rischio.
L’ unica cosa che mi permetto di rimproverare a Matteo è la sua poca disponibilità ad accettare le critiche (che vive con troppa rabbia ) ed a confrontarsi sulle proposte altrui.

Per il PD il 2014 è stato l’anno del 41% alle Europee ma anche di un minor numero di tesserati; personalmente ritengo sia un bene e credo che il modello novecentesco dei Partiti sia superato o da superare e per questo penso anche, che le primarie siano necessarie, sempre, per scegliere i migliori candidati da proporre nelle varie elezioni, a tutti i livelli.
Così per quanto riguarda la Regione Toscana e le prossime elezioni regionali affermo che è stato un errore non fare le primarie per la scelta del candidato Presidente.
Certo Enrico Rossi ha svolto solo un mandato ma siccome la sua Amministrazione non è stata proprio brillante sul piano economico ed è anche incappata in alcune vicende giudiziarie che l’hanno pur sempre sfiorata, anche se non coinvolta, penso che sarebbe stato auspicabile un bel confronto tra lui e Federico Gelli (o Andrea Marcucci!), tanto per fare due nomi, su cui chiamare a decidere il popolo toscano.
A Pontremoli, per le elezioni comunali del 2016, le primarie dovranno essere fatte al di sopra del PD, fra tutti coloro che sono disponibili a formare una coalizione alternativa alla attuale ed incapace maggioranza, fatta dal centrodestra e dalla famiglia Ferri.
Vi faccio notare che, vista la presenza di Cosimo Ferri al Governo mi pare difficile sostenere che il centrodestra e Ferri siano la stessa cosa.
C’è qualcosa di nuovo nell’aria
Comunque, tanto per restare a Pontremoli ed in Lunigiana, il 2014 è stato l’anno in cui alcune mie (scusate l’ immodestia) previsioni si sono avverate.
Faccio riferimento al fatto che l’Unione dei Comuni, ricalcante il modello della Comunità Montana della Lunigiana, avevo detto essere stata un errore e che non sarebbe durata e difatti……. con la vittoria della Magnani ad Aulla, prima, e poi con la convenzione tra il Comune di Zeri e quello di Pontremoli mi viene da dire che occorre ripensare, quanto prima, il modello di governance del territorio lunigianese.
Faccio riferimento anche al fatto che l’ arrivo di GAIA Spa a Pontremoli, così come facilmente prevedibile, ha comportato un rincaro delle tariffe per gli utenti pontremolesi, a causa di una scelta sbagliata (sostenuta ma non imposta dalla Regione) operata dal nostro Comune che non ha saputo fare di meglio che svendersi ad una società “carrozzone” chiaramente in difficoltà.
Infine faccio riferimento al fatto che a Pontremoli nel PD è stata fatta, finalmente, quella chiarezza che doveva essere fatta dopo l’insuccesso dell’ Amministrazione Gussoni.
Le dimissioni di Bissoli dal gruppo consiliare PD e la sua espulsione dal Partito dimostrano come quella componente “cattocomunista” e di sinistra radicale (sponda CGIL), fosse per davvero un corpo estraneo (paralello) alla vera identità del PD locale ma anche nazionale.
Costoro erano nel PD solo per una ragione di potere, finché c’è stato da occupare posizioni di prestigio e di rendita, sono stati al gioco ma quando hanno capito che per loro si profiliva un lungo periodo di minoranza e di secondo piano hanno pensato bene (naturalmente in nome di grandi valori e principi) di andarsene con la speranza di tornare ad essere cercati nei prossimi appuntamenti.

Ora cambiamo argomento, i mondiali di calcio vinti dalla Germania sull’ Argentina hanno visto la catastrofe brasiliana umiliati in casa propria e la delusione italiana ma soprattutto hanno sancito che il calcio non è più quello spettacolare d’un tempo.
Pochi grandi campioni, atletismo a scapito della tecnica e tatticismi esasperati, che delusione.
Ma c’è anche un’altra lezione da valutare: i grandi eventi sportivi attraggono turisti e sono un business ma non possono essere la scusa per compiere opere pubbliche necessarie a prescindere e non possono nemmeno essere utilizzate per spendere soldi dei contribuenti in strutture che hanno un unico fine perché quasi sempre ciò provoca speculazioni ed anche corruzioni varie. Occhio a Roma!

Resta da parlare, da ultimo, della fine del mandato di Napolitano; una fine giunta per la sua grande scelta di dimettersi dalla prestigiosa carica di Presidente della Repubblica.
Nonno Giorgio ha fatto davvero un grande servizio al nostro Paese e non trovo giuste le critiche circa un suo andare, in alcuni casi, al di là della Costituzione scritta.
Il ruolo di Presidente degli italiani (tutti) è stato svolto con grande stile e competenza, forse solo l’elettorato grillino può rivolgergli qualche critica ma d’altronde loro (i grillini) sono stati i primi a mettersi fuori gioco senza alcun rispetto per una figura di garanzia e d’indirizzo.
In molti non sopportano proprio questo modo di essere di Napolitano, cioè di essere non solo arbitro ma anche di voler indirizzare l’azione politica e di governo verso una certa direzione che lo convince più di altre. Beh, sinceramente (anche per come è stato rieletto) non ci trovo nulla di male!
Chi sostituirà Napolitano?
Credo che Renzi faccia bene a muoversi verso un nome condiviso ma per ottenere un consenso ampio il PD deve farsi carico di nominare una lista di tre personalità tra cui scegliere il più condiviso. Quello che non si può più tollerare è bruciare un nominativo dopo l’altro con atteggiamenti provocatori che portano solo a tensioni nell’ opinione pubblica ed a screditare l’immagine del prescelto.
Fosse per me sceglierei Massimo Cacciari ma credo che purtroppo così non sarà.

Credo che il 2015 per l’Italia sul piano economico sarà migliore di questi ultimi anni trascorsi, anche sul piano dell’occupazione prevedo qualche miglioramento ma siamo ancora lontani dalla fine della crisi e dunque occorre ancora senso di responsabilità e capacità d’innovare.
Anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte, a metterci in discussione ed a dimostrare di essere pronti ai cambiamenti, vivendo con sobrietà nel rispetto sia dell’ambiente che degli altri, aperti ed accoglienti ma nell’ osservanza delle leggi vigenti, impegnati in politica e nel volontariato per dare il nostro contributo a costruire una società più giusta e felice.
Anche nel 2015, purtroppo, ci sarà ancora bisogno di democrazia, di libertà e di pace!
Per questo mi sento tanto come il capitano Achab che insegue una balena bianca (Moby Dick) che ti può portare alla morte ma che devi combattere per vivere.
Per questo, allora, tanti AUGURI !!!