Nell’ultimo romanzo di Fabio Genovesi “Chi manda le onde” pubblicato dalla casa editrice Mondadori, finalista al Premio Strega 2015, la protagonista si chiama Luna, ed è una bambina albina con tanti problemi dovuti alla sua malattia. Fabio Genovesi è un nostro conterraneo, nato a Forte dei Marmi nel 1974 e dei nostri posti ha quella durezza di linguaggio e scrittura che non viene meno, anzi si accentua, davanti al mondo dei ricchi e dei VIP. Ha già scritto i romanzi “Versilia Rock City” ed “Esche vive”, tradotto in dieci Paesi tra cui Stati Uniti e Israele, poi il saggio cult “Morte dei Marmi” e “Tutti primi sul traguardo del mio cuore”, diario on the road della sua avventura al Giro d’Italia. A me questo romanzo italiano è piaciuto perché strano fuori da cose già lette o che ti aspetti.
Questo è un libro che racconta vite strambe a Forte dei Marmi ma non dentro il circuito mondano e vacanziero: siamo fuori stagione e l’autore narra i piccoli tormenti, le ambizioni frustrate, le letizie e i dolori di personaggi “indigeni” versiliani, a dir poco stravaganti. Il libro mi ricorda la canzone di Janacci “L’importante è esagerare, sia nel bene che nel male” e difatti l’autore in modo eccessivo ma sensibile, parla di dolori e emarginazioni ma narra anche, con abbondanti guizzi di comicità, le paradossali avventure dei protagonisti; così ci si commuove e si ride.

Lei se ne va in giro sempre infagottata per proteggersi dalla luce e dal sole, figlia di un amore durato un attimo, si deve difendere dalla vita, dagli sguardi sbalorditi dinanzi alla sua pelle troppo candida e a quegli occhi quasi trasparenti.

Luna, la vera protagonista del libro “Chi manda le onde”, ha una madre che l’adora e un fratello unico, che tutti ammirano: Luca. Lei è contenta, nonostante il suo essere diversa e, pur vedendo poco e male, spesso va al mare con la madre per prendere un regalo che le onde le portano a riva. Un dono alla volta, anche se non sa realmente cosa siano quei doni.

La sua stanza raccoglie oggetti di tutti i tipi, quelli che lei ha sottratto al mare, ma poi quelle stesse onde che le hanno portato regali per anni, le hanno sottratto di un bene prezioso: il fratello.

Luca prima di compiere diciotto anni è andato a Biarritz, spinto soprattutto dal suo professore, Sandro, un supplente che ha visto in lui la generosità del futuro e lo ha consigliato dicendo di prendersi tutto ciò che la vita gli offriva, nonostante la mamma non fosse d’accordo.

Poi le onde l’hanno travolto, portandolo in un luogo lontano, irraggiungibile e la mamma ha iniziato a sopravvivere, trascinandosi nella sua casa senza badare più alla piccola Luna.
Gli equilibri vengono a mancare, l’esistenza si rompe con una frattura irrimediabile, ogni persona legata a Luca si sente oppressa da un dolore inesprimibile, che si amplifica nel petto cambiando ogni cosa.

Ognuno reagirà a proprio modo a questa tragedia, chi grazie a un’amicizia, chi facendo qualcosa d’impensabile fino a un attimo prima, chi lasciandosi dilaniare dallo strazio.

Ricalcando un po’ le orme di Niccolò Ammaniti, Fabio Genovesi in “Chi manda le onde” riesce a far vivere tante emozioni, a volte contrastanti, a volte forti, altre che un po’ annoiano, ma non lascia mai indifferenti.

Con una scrittura che travolge con la sua velocità, con frasi che spezzano il fiato, con naturalezza e impetuosità, Fabio Genovesi fa notare tutte le sue capacità narrative, soprattutto mescolando le vite di personaggi molto differenti l’uno dall’altro, che sono costretti a confrontarsi.

“Chi manda le onde” è un bel libro, un po’ fuori dagli schemi del Premio Strega, ma di sicuro impatto, che attraverso la sua storia parla di dolore e amore, di rabbia, di abbandono, di precariato, di voglia di riscatto.

I personaggi hanno vite a sé stanti, ma poi le loro esistenze non possono fare a meno di mescolarsi e diventare una grande onda che contrasta quel mare impetuoso che si è abbattuto su di loro.

La morte toglie la felicità per lungo tempo, ma amplifica il ricordo e Luna, la madre di Luca, Sandro, così come tutte le altre persone che hanno conosciuto quel ragazzo da ammirare, vivranno portandosi dentro qualcosa in più di quel giovane innamorato del mare.

tratto da “recensionelibro”