Una interessantissima intervista al “grande” Massimo Cacciari tratta da “theglobalist”.
Non tutto quello che dice è condivisibile ma è altrettanto chiaro che la partita delle prossime elezioni amministrative che vede Roma e Milano al rinnovo, saranno assai impegnative per il PD. Dal risultato di queste elezioni dipenderà molto del futuro politico di Renzi, è innegabile ma ciò (intendo una eventuale sconfitta) non può essere una giustificazione per chi comunque sarebbe contro Renzi a prescindere. Difatti chi ha scelto di essere contro il PD e le sue candidature, al punto di dichiararsi (da subito) disponibile a votare il candidato alternativo, lo fa non per ragioni politiche (cosa ha infatti da condividere uno di sinistra con il qualunquismo populista dei M5S?), bensì, solo, per andare contro la leadeship renziana del PD. Proprio in virtù di questo ragionamento è opportuno che la scelta dei candidati sia fatta col massimo della democrazia e della partecipazione e quindi ribadisco la necessità di fare primarie aperte. Primarie da cui deve scaturire non solo il candidato Sindaco ma anche l’impegno a fare una squadra di governo unita e plurale. Renzi su questo non faccia alcun passo indietro, avanti con le riforme e con le primarie e poi tornare alla mediazione della politica.

Dopo che il sindaco della Capitale Ignazio Marino ha rassegnato le dimissioni dalla guida del Campidoglio, è arrivato il commento di Massimo Cacciari, a lungo sindaco di Venezia: “Il Pd e il governo rischiano moltissimo alle prossime amministrative.
Anche di saltare, e definitivamente.
Devono cercare un uomo forte, specie a Milano e Roma, e affidarsi a lui, altrimenti possono venire giù tutti e due. Rischiano di saltare Comune di Roma e governo.
Già un pareggio – perdere Roma e tenere Milano – sarebbe un successo”.

E ha aggiunto: “Marino, non riusciva a governare la città e scappava da tutte le parti.
Un partito degno di questo nome, di fronte a un’azione di governo della città così inefficace – a suo giudizio – avrebbe dovuto prendere atto un anno fa che la situazione era compromessa e dimissionarlo. Invece si e’ andati avanti con lo stillicidio fino all’ovvio esito finale”.

Il problema, secondo Cacciari, è che “il Pd non esiste più. C’è un capo, con la sua corte, al centro del sistema, a palazzo Chigi, e qualche reggente, qualche semicapo, sparsi sui territori”. “Renzi dei territori se ne frega – ha aggiunto -.
L’ unica soluzione, per un Pd che non esiste piu’ localmente, è affidarsi a degli uomini forti.
Roma, penso che il prefetto Gabrielli sia l’unica vera chance”.

Niente primarie: “Ormai, bisogna abbandonarle del tutto. Servono solo a far vincere, dentro il proprio campo politico, una linea politica contro un’altra radicalizzando lo scontro”.

tratto da “theglobalist”