Brugnato è uno dei centri più importanti della Val di Vara e sorge sulle sponde dello stesso fiume Vara. Brugnato è importante sia per la sua antica tradizione storica e religiosa, sia per i monumenti ancora esistenti, che ne ricordano il glorioso passato. Le origini del nome sono rintracciabili già nello stemma araldico del comune, in cui è rappresentato da un susino, infatti nelle forme dialettali brigne o brignun si indica propriamente la pianta del susino. Per altri il nome deriverebbe da prunetum, da cui deriverebbe a sua volta l’espressione dialettale brignè, indicante una massa di sterpi in cui crescono tali tipologie di piante. Da ricordare (per andare a vedere), l’infiorata del Corpus Domini e (per andare ad assaggiare) il canestrello, dolce tipico del borgo di cui era ghiotto anche Mario Soldati.

Il borgo ha un’antica storia di cui rimane testimonianza in insigni monumenti e nella suggestivo area archeologica. L’Abbazia da cui ebbe origine Brugnato risale al VII secolo ed è presumibilmente di fondazione bobbiese. Fu voluta dai re Longobardi per tenere sotto controllo un’ampia zona dove confluivano le principali vie commerciali che dalla costa di Levanto e delle Cinque Terre risalgono verso Genova da una parte, Luni e la Toscana dall’altra, e, oltre gli Appennini, verso la Pianura Padana. Era soggetta direttamente alla Santa Sede e questa circostanza creò notevoli dissapori con l’Episcopato lunense fino al 1133 quando fu creata la nuova diocesi di Brugnato, suffraganea all’archidiocesi di Genova, grazie anche al favore ed ai buoni auspici di San Bernardo di Chiaravalle. Tale Santo, patrono della città, gode ancor oggi di particolare devozione e a lui è intitolata la locale Confraternita. Il Santo viene festeggiato con una solenne manifestazione religiosa il 20 agosto. </P>
<P>La Cattedrale è un interessante edificio a due navate divise da colonne e sorge sui resti di due chiese preesistenti, la più antica delle quali, posta sotto l’attuale navata maggiore, è databile all’epoca bizantina (VI secolo). Al centro dell’abside, i tre volti severi in pietra sbozzata con funzione apotropaica rappresentano i santi Pietro, Lorenzo e Colombano, contitolari della cattedrale. La terza colonna reca, rivolto verso la navata maggiore, un affresco del XV secolo raffigurante Sant’Antonio Abate, riconoscibile (ma alcuni vi vedono di nuovo San Colombano) dal mantello e dal bastone da eremita. Recenti restauri hanno riportato alla luce sulla parete della navata minore un pregevole affresco cinquecentesco, raffigurante la Presentazione di Gesù al tempio. Cristalli sistemati sul pavimento moderno permettono di scorgere il complesso archeologico sottostante. E’ emerso, sotto la navata maggiore, il primo insediamento benedettino, vale a dire una chiesa ad aula unica di cui restano i muri perimetrali, la pavimentazione in cotto, il fonte battesimale. Dal 1133, e per parecchi secoli, il Palazzo Vescovile, costruito sul sito dell’antica abbazia di San Colombano, accanto alla chiesa cattedrale, è stato residenza dei vescovi.<BR>Da Brugnato. dopo aver visto il Museo Dicoesano d’Arte Sacra, si possono fare diverse escursioni per le 5 Terre, per il monte Cornoviglio, per il santuario del Dragnone (al confine con lo zerasco) e per il Parco di Monte Marcello. Dunque un Borgo ed un territorio da visitare assolutamente con una opportuna sosta enogastronomica di qualità (il mio consiglio finale di cucina) per una cena alla “Tavena dei Golosi”, ristorante che adopera i prodotti del territorio per rifare ricette antiche ad un prezzo competitivo.