Alcune riflessioni, modeste, sul calcio italiano dopo una buona prestazione fornita dalla nostra nazionale ai recenti Europei di calcio in Ukraina. Non mi iscrivo fra coloro che hanno pensato ad una vittoria per dimostrare la forza del Paese Italia ma sono dispiaciuto per la mancata vittoria che poteva essere una dimostrazione di come il nostro calcio non abbia nulla da invidiare agli altri. Il campionato italiano è un torneo interessante ma vedere giocare e vincere la Nazionale è molto ma molto più bello; per questo penso che dopo aver giocato per vincere la differenza la faccia il saper perdere. Anche in questo (non solo per il risultato indiscutibile) l’Italia ha dimostrato di essere una grande squadra ed ha rivendicato il giusto orgoglio per avere dato digniità al Paese e per aver fatto il proprio dovere fino in fondo. Certo, si tratta solo d’una manifestazione sportiva ma avete provato a pensare cosa sarebbe accaduto se malauguratamente fossimo usciti al primo turno? Per questo, senza enfasi, voglio ringraziare i nostri calciatori ed i nostri dirigenti per la buona prova data agli Europei di calcio. Una buona prova data sul campo e sui mezzi di comunicazione. Peraltro quest’anno, a livello locale, abbiamo assistito ad un’altra bella prova nel mondo del calcio; quella dell’Atletico Pontremoli che ha saputo vincere la 3 categoria con una squadra di giovani locali che s’è impegnata gratuitamente con motivazioni di pura passione sportiva. Che bello il calcio senza polemiche!!

Quando c’è di mezzo il calcio, gli animi si accendono ed a volte si degenera nel tifo becero ma questa volta la nazionale azzurra ha saputo entusiasmarci senza lasciarci scadere (noi tifosi) in eccessi, l’Italia di Prandelli ha avuto, per tutto il torneo, uno stile fatto di serietà nell’impegno e di responsabilità nei comportamenti.

Con questo atteggiamento assai positivo, il Campionato Europeo di calcio s’è chiuso con la sconfitta dell’Italia nella finale con la Spagna, senza drammi.
Una sconfitta pesante (4 a 0) che non rende, però, giustizia ad un buon torneo, giocato dall’Italia; un torneo difficile eppure ben giocato, che ci aveva visto già pareggiare con la stessa Spagna (1 a 1) nella fase a gironi.
Questa nazionale, basata sulla buona intelaiatura della Juve, ha fatto vedere un buon calcio, con una grande organizzazione ed un grandissimo regista (Pirlo), supportato da una difesa solida e collaudata.
Il nostro problema è la fase avanzata, cioè la ricerca del gol; in attacco siamo troppo dipendenti dall’estro di Ballotelli (comunque un buon giocatore ma non un campione) e poi senza un vero centravanti di peso, capace di segnare e di aprire varchi all’inserimento dei bravi centrocampisti.
Ma tutto sommato questa squadra, con un bravissimo portiere e grande capitano (Gigi Buffon), ha dimostrato di poter essere ritenuta, giustamente, fra le prime 4/5 squadre al mondo e di saper giocare un calcio fatto di tecnica, intelligenza e determinazione.
La sconfitta brucia senz’altro ma aver disputato un campionato più che dignitoso, che ci ha portato ad arrivare secondi e vincere la medaglia d’argento, lo considero un fatto positivo anche per far venir meno quegli stupidi pregiudizi ed assurdi definizioni sul mondo del calcio italiano.
In questo senso ho molto apprezzzato le parole del Presidente Napolitano che ha saputo elogiare le eccellenze tecniche e lo spirito di squadra dimostrati sul campo, dando il giusto risalto ad una Nazionale che ha saputo offrire un buon spettacolo, degno del ruolo dell’ Italia in Europa.
Il nostro calcio ha saputo dimostrare, ancora una volta, il proprio valore attraverso una squadra, che ben guidata da Prandelli, ha saputo rinnovarsi dopo l’esperienza negativa di SudAfrica 2010, introducendo giocatori giovani e nuovi e proponendo un innovativo tipo di calcio, rispetto allla tradizione italiana fatta di chiusure e contropiede.
In Italia il calcio ci appassiona e per questo siamo disposti a chiudere gli occhi davanti alle cose che non vanno ma siccome di cose che non vanno ce ne sono, nessuno può pensare di fare passare il calcio come una sorta di mondo perfetto ed intoccabile, per questo penso che nessuno possa pensare che basti una vittoria per cancellare (amnistiare) gli scandali ma altrettanto nessuno può pensare di liquidare il calcio come un carrozzone destinato a naufragare in un girone infernale di ricchi scemi, dirigenti inetti, avidi maldestri e giocatori vanesi.
Anche nel calcio vale la regola “chi sbaglia, paga” dunque se emergeranno elementi, certi, a carico di squadre e/o di singoli giocatori, coinvolti nelle scommesse od in altre brutte storie, è giusto che venga fatta giustizia e costoro paghino per le proprie responsabilità (o meglio irresponsabilità!) ma quello che proprio non mi va giù è il fatto che si voglia ancora ed a tutti i costi, far sì che un mondo professionistico debba essere guardato, ancora, con l’occhio di chi pensa al calcio come sport praticato per passione e divertimento. Questa visione, detto ad onor del vero, non corrisponde più alla realtà, nemmeno a livello dilettantistico (dove sciagurati personaggi pagano fior di stipendi a giovani e meno giovani giocatori), quindi mi domando : perché voler trarre da vicende tristi e squallide le solite “morali” tese a dimostrare la falsità del mondo del calcio, l’inutilità di una Federazione incapace di sostenere e rappresentare i veri valori sportivi ed infine la stupidità di ogni italiano tifoso di una squadra di calcio?
La risposta non è certo facile, se non si vuole essere banali, ma credo che molto sia frutto di una mentalità “radical chic” che snobba tutto ciò che è popolare e coglie ogni occasione propizia per screditare e far fuori quei riti collettivi, che fanno coesione e non divisione, che danno un senso d’appartenenza in cui spesso ci si immedesima ed a cui ci si affeziona.
Così anche gli errori individuali di persone (molto spesso viziate ed immature) servono, sempre e comunque, a dimostrare che il calcio è malato e meglio sarebbe chiuderlo e soprattutto sono sovente la scusa per non tifare Italia.
Che schifo quelli che ……. non tengono per la squadra della propria Nazione!
Che schifo quelli che ……. fanno buuh a Ballotelli.
Che schifo quelli che ……. urlano, mandiamoli tutti a lavorare.
Che schifo quelli che ……. dicono, è tutta colpa di Luciano Moggi.
Che schifo quelli che ……. scommettono sui risultati negativi delle squadre in cui giocano.
Che schifo quelli che ……. pensano al calcio per ragioni politiche.
Personalmente penso che il calcio debba essere considerato in due modi: a livello di serie A e B, uno spettacolo sportivo di tipo professionistico, mentre a livello di serie minori, come uno sport (quasi dilettantistico) in cui far crescere gli elementi migliori destinati alle serie A e B ed alla Nazionale
Sinceramente penso, dunque, che il calcio abbia bisogno di nuove regole più severe verso i giocatori ed i dirigenti che sbagliano ma con minor responsabilità oggettiva per le società, con più trasparenza nei bilanci delle società dandosi limiti precisi negli ingaggi ed un tetto insuperabile per società, con limiti all’utilizzo in squadra di stranieri e con nuovi impianti ad hoc di proprietà delle stesse società ed infine penso che ci sia bisogno di far integrare (affiliare) le squadre di serie A, B, C1 e C2 con le società che militano dall’interegionale a scendere.
Ciò detto non credo che il processo di rinnovamento dell’intero mondo del calcio sarà più veloce dell’altrettanto necessario (almeno per il Paese) cambio politico ma in un caso e nell’altro occorre insistere e non mollare per continuare ad avere speranza.
Speranza in un Paese che è capace di uscire dalla crisi e si rilancia nel mondo con un nuovo stile e nuovi prodotti di grande qualità e fiducia in un gioco/spettacolo sportivo che viene fatto con serietà ed onestà, dove le vittorie sono frutto del lavoro e dell’impegno.
Certo le frasi : “meglio due feriti che un morto”, seppur realistiche, lasciano l’amaro in bocca ma senza scandalizzarci dobbiamo rifletterci sopra e cambiare modo di pensare.
Nessun aiutino, in nessun senso ed avanti a testa alta, se poi arriva una sconfitta non se ne deve fare un dramma, basta essere consapevoli di aver fatto quello che era nelle nostre possibilità.
In fondo saper perdere è importante!