I Medici cattolici di Milano “salutano con favore la norma sul biotestamento approvata oggi dal Parlamento” e osservano che “la mediazione trovata a livello  parlamentare risponde in più parti al documento promosso da  A.M.C.I. Milano sul tema disposizioni anticipate pubblicato nel 2009 anche sul tema alimentazione/idratazione”.

Detta presa di posizione, dei medici cattolici milanesi, è allo scoperto in netto contrasto con quella espressa dall’Associazione nazionale che ha manifestato “rammarico e contrarietà” per la nuova legge. Il comunicato dei Medici Cattolici di Milano è arrivato a ridosso della votazione in Senato, quasi volessero sottolineare il loro distinguo.

Per la sezione milanese dell’Associazione, “la legge, frutto di un onorevole compromesso, rispetta i dettami della Costituzione e la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (diritto alla vita e alla salute) e rispetta l’autonomia decisionale del malato e al contempo l’autonomia professionale e responsabilità del medico”.

Inoltre, affermano i  medici cattolici milanesi, “valorizza la relazione di cura nella forte alleanza terapeutica medico-paziente e familiari, attraverso decisioni partecipate nella pianificazione delle cure. Garantisce la libertà del malato nella sua fragilità per non sentirsi abbandonato, né oggetto di un’applicazione rigida e impersonale di schemi terapeutici inadeguati o sproporzionati”.

Last but not least , i Medici Cattolici di Milano dichiarano apertamente e senza riserve che la legge “dice un no chiaro all’eutanasia e va ben oltre l’accanimento  terapeutico”.

Una legge dunque che può essere accettata dai medici Cattolici senza che si pongano questioni di coscienza o fattori limitanti la libertà decisionale del paziente.

Non per nulla, negli anni settanta, a Milano furono possibili  le prime attuazioni della Legge 22 maggio 1978, n. 194, auspice il Presidente degli Istituti Clinici di Perfezionamento Prof. Bruno Rindone, di concerto anche i vertici della Curia, tramite accordi, sia pure di compromesso, tra laici e cattolici.

Milano è sempre stata all’avanguardia nella tutela dei diritti civili così come la Curia si è spesso inscritta in quell’alveo sociale, stemperando le possibili frizioni tra mondo cattolico e società laica. Un esempio di concretezza politico-sociale presupposto per lo sviluppo della Città ed esempio per il  Paese.

Tratto da “stati generali”

Scritto da Aldo Ferrara