Per presentare questo mio pezzo sulla manifestazione pontremolese di Sentinelle in Piedi, riporto alcune frasi significative di Papa Francesco. Lo scontro di questi tempi tra un muro (bianco) contro muro (nero), tra chi difende i diritti della comunità Lgbt e vede come una prova di civiltà la prima legge per punire l’omofobia e chi difende i valori della famiglia tradizionale e non accetta nessun cambiamento, lo trovo insopportabile e retrivo in un senso e nell’altro. Dunque non sto con nessuno dei due muri. Ecco cosa ho scelto di proporvi di quanto dice Papa Francesco. “Se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla”. Anche perché “Dio ci ha reso liberi”. Così Papa Francesco fin dall’inizio del suo speciale Pontificato. “A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono “feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati.

44La vicenda legata alla manifestazione, organizzata a Pontremoli la scorsa domenica 24 maggio, da Sentinelle in Piedi mi induce a svolgere alcune riflessioni.
Riflessioni personali e pacate ma con l’intento di essere chiaro e senza ipocrisie.
Riflessioni che dirò da subito non rispondono a logiche manichee, non sono bianco e non sono nero (mi verrebbe da scherzare dicendo che semmai sono bianconero ma ora non è il caso).
Riflessioni che anche nella comunità cattolica, nazionale e locale, sono assai più diffuse di quanto possa pensare chi non vive in questo mondo cattolico.

Comincio col dire che sono cattolico ma non per questo tutto quello che viene detto dalle gerarchie ecclesiastiche lo condivido, tanto più quando si tratta di questioni di tipo civili che attengono prima di tutto all’ordinamento della nostra società e poi alla coscienza di ciascuno.
Credo di essere un cattolico adulto capace di distinguere quello che posso fare da quello che non posso fare (in coerenza con la mia fede) ma per il fatto di avere i miei convincimenti personali, che ritengo giusti, non posso pretendere che tutti debbano attenersi a ciò che vale per me.
In virtù di questo sono consapevole dei miei sbagli ed errori e penso che dovrò darne conto ma ciò non può condizionarmi nel valutare le scelte ed i comportamenti degli altri, naturalmente se stanno all’interno della legalità e soprattutto se vengono fatte in buona fede
Il caso più lampante è il divorzio : se sono cattolico so che il matrimonio è un sacramento e dunque per rispettarlo non posso divorziare, anche se ciò mi costasse sacrificio ma come posso pensare di voler impedire ad altri, cattolici e non, di divorziarsi se lo ritengono opportuno e giusto per la loro vita?
Non credo che una mia convinzione etica o di Fede, debba rendere infelice la vita di altre persone.
Dunque prima di tutto libertà per ciascuno, col limite del rispetto della libertà altrui.
Per questo penso che sia davvero il caso di distinguere tra comportamenti di coscienza che valgono per la singola persona e comportamenti legali che valgono per tutta la comunità.

Ciò detto veniamo al punto della manifestazione di Pontremoli.
Di per sé ognuno è assolutamente libero di manifestare le proprie opinioni e gli altri devono saperle rispettare senza provocare ed aggiungerei anche senza strumentalizzarle.
La strumentalizzazione, infatti, è tipica della faziosità di parte.
Cioè di quando si pensa che il mondo sia bianco o nero ma la realtà (per fortuna) è ben diversa.
Ognuno, dicevo, è libero di credere e manifestare in ciò che vuole ma nello specifico ritengo di dover dire che se quella manifestazione era fatta contro gli omosessuali era sbagliata, mentre se era fatta contro la teoria del gender era giusta.
Per quanto mi riguarda : no all’omofobia ma anche no al gender!
Proprio per questo motivo penso che in Italia serva, al più presto, una legislazione capace di regolamentare le Unioni Civili e di ribadire il valore prioritario ed assoluto della famiglia.
La nostra Costituzione parla chiaro e dunque la famiglia naturale va salvaguardata e valorizzata.
Allo stesso tempo è giusto riconoscere anche i diritti di coloro che si amano e vogliono formalizzare questa loro “unione” con spirito di reciproco rispetto e solidarietà.
Le due scelte non sono in contraddizione, si integrano benissimo in una legislazione moderna che tiene conto di nuove realtà sociali che sarebbe sciocco e pericoloso discriminare od ignorare.
La proposta che viene dal PD, che il Governo sostiene mi sembra equilibrata e ritengo possa andare bene.
Per questo motivo, riconosco che la manifestazione di Sentinelle in Piedi (sia chiaro, più che legittima) poteva apparire come provocatoria e dare origine a posizioni rigide e anacronistiche e soprattutto poco disponibili a ciò che invece ritengo quanto mai necessario, un dialogo costruttivo.
Certo, conoscendo le persone che hanno partecipato al “sit in” sono sicuro che in loro prevale la Fede accompagnata dalla ragionevolezza e dunque è stato sbagliatissimo deriderle o peggio insultarle, però quando si organizzano queste manifestazioni bisogna saper mettere in conto certe reazioni e poi evitare di voler passare per vittime cercando di evidenziare solo gli errori degli altri.
Domando : fra i cattolici che hanno manifestato c’è forse qualcuno che si sente in grado “di scagliare una pietra”, sentendosi senza colpa e peccato?
Dunque in questi giorni evitiamo una stupida caccia alle streghe per mettere all’indice coloro che erano in piazza ed hanno circondato la manifestazione di Sentinelle in Piedi, come nuovi eretici o bolscevichi e semmai proviamo a chiederci perché tutto ciò è accaduto.
Per altro fra coloro che hanno accerchiato le Sentinelle, c’erano cattolici, magari più aperti, ma sempre cattolici.
Queste situazioni accadono quando dentro una comunità, che vuole essere civile, non ci si parla e non si sanno spiegare, bene, le ragioni di una scelta o le proprie idee.

Devo però dire che a mio parere è stata sbagliata anche la scelta, da parte dei gruppi ARCI, di voler essere comunque in piazza per svolgere chiare provocazioni nei confronti di Sentinelle in Piedi.
Non sono d’accordo (per quello che conta) con la scelta di essere offensivi verso chi la pensa diversamente.
Si può non condividere quello che qualcuno sta facendo o dicendo ma glielo si deve comunque lasciar fare, rispettandolo, chi non garantisce l’altrui libertà d’opinione e d’espressione, è sempre fascista.
Sarebbe stato molto più bello e giusto se l’ARCI, quel giorno, in un’altra piazza, avesse organizzato una diversa manifestazione plurale, colorata e libera a favore delle proprie idee e non contro qualcuno.
La chiave di lettura della manifestazione, data dall’ ARCI, come omofoba, giustifica senz’altro la presa di posizione contro ogni discriminazione di genere o sessuale ma ciò può essere fatto, anzi deve essere fatto, senza alcuna offesa fisica o verbale ed anche senza alcuna intimidazione.
Certe frasi e certe scritte sono semplicemente vergognose, specie se rivolte a persone che stavano solamente manifestando per le loro idee (peraltro anche in silenzio).
Non abbiamo avuto violenze, ci mancherebbe altro, ma cerchiamo di non surriscaldare gli animi.

Dunque per concludere, penso che davanti a questi avvenimenti sia giusto dire quello che si pensa e per questo motivo sono voluto intervenire mettendo a consocenza di tutti le mie opinioni ed il mio pensiero, senza alcuna convenienza ed inetresse da difendere.
Non mi piace partecipare a manifestazioni che sono “contro” e dunque vorrei che si potesse stare insieme per fare qualcosa di utile al nostro territorio ed alla nostra comunità locale.
Queste divisioni tra nero e bianco, non ci aiutano anzi ci danneggiano.
In questo anche l’Amministrazione Comunale “ponzio pilatesca”, su quegli argomenti che sono scabrosi, nel senso di impopolari (dai profughi al centro storico), anziché proporsi come momento di crescita culturale e di mediazione sociale ripiega su stessa, cioè sulla appartenenza politica e sopra una mediocre gestione amministrativa lasciando spazio solo a logiche di parte, quando non personalistiche.
Auspico per tanto, che a Pontremoli certi avvenimenti non abbiano più a ripetersi, grazie al lavoro di forze politiche e sociali, capaci di affrontare queste problematiche in dibattiti pubblici dove ognuno possa confrontarsi con chi la pensa diversamente senza voler dimostrare di essere più forte e più furbo.
Potevo far finta di niente, come hanno fatto in tanti, rispetto alla manifestazione di domenica ma siccome ritengo importante, quanto accaduto, per la nostra comunità, spero si voglia cogliere in questo mio ragionamento, un contributo positivo, con la volontà di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Ora, siceramente, vorrei che, nei prossimi giorni, si evitasse, dai pulpiti delle Chiese o dai social network, la chiamata alle armi dei militanti, gli uni contro gli altri.
Dagli errori bisogna trarne lezioni di vita utili a crescere in modo corretto.

PS La Chiesa risolvi i suoi problemi sugli abusi sessuali che ne hanno compromesso la credibilità diventando meno sessofobica rispetto al mondo ma dall’altra parte i movimenti libertari di sinistra imparino una volta per tutte a fare i conti sul fatto che nemmeno loro sono portatori della verità assoluta e le proprie idee si difendono senza violenze (come nel caso degli antagonisti) o senza offese come nei tanti casi di specie.