Se sei nato nel 1966 in un piccolo paese del Piemonte, come Alba, se hai sentito le storie che raccontavano i tuoi nonni e i tuoi bisnonni, se anche tu hai ricevuto la formazione civica del libro Cuore e lo spirito avventuroso dei romanzi di Salgari, allora sarà inevitabile annuire durante la lettura di ogni singola pagina di questo agile saggio di Aldo Cazzullo.
Il giornalista italiano, editorialista del Corriere della Sera e autore di interessanti saggi dedicati alla storia recente e al costume degli italiani, come Outlet Italia e Viva l’Italia!, scrive un divertente resoconto degli ultimi quarant’anni di storia nazionale, dal primo passo sulla luna alla tv a colori, dai successi della “Valanga azzurra” ai mondiali di calcio. Un vero e proprio viaggio alla scoperta dei fenomeni che hanno segnato la nostra epoca e che ci hanno reso il popolo che siamo.<BR>Scorrendo le pagine di questo libro si assiste a una vera e propria trasformazione della nostra società nel corso degli anni: un passaggio davvero sorprendente per la sua rapidità e per la radicalità del mutamento nelle abitudini della vita quotidiana. Nel giro di poco meno di cinquant’anni siamo passati da una società rurale, basata sul lavoro manuale e incentrata sulla famiglia allargata, a una società post industriale, liquida e rarefatta, in cui la famiglia ha perso progressivamente il suo ruolo centrale. Un popolo che faticava a conquistare ogni comodità, non possedeva mezzi di produzione né macchine, in balia di malattie inguaribili come il tifo e il colera, reduce da guerre sanguinarie e da crisi incipienti è diventato in un lasso di tempo relativamente breve quello che vediamo oggi, un popolo pignone, pessimista, quasi arreso di fronte alle difficoltà. Difficile credere che quelle stesse persone siano i nostri nonni. Gente che ha vissuto l’avvento dell’era tecnologica, le crisi petrolifere, la Guerra Fredda e il terrorismo senza cedere mai al nichilismo e alla sfiducia. Eppure basta fare un semplice sforzo di memoria, aprire qualche vecchio cassetto delle nostre case di famiglia, per cogliere la grande bellezza di ciò che siamo stati. I giocattoli di legno, le gite in montagna con la famiglia, seduti in macchine scomode e mal riscaldate, con panini imbottiti e merende preparate in casa, i giornalini e le riviste di costume e poi la cronaca, le imprese della nazionale di calcio e i misfatti della piccola malavita locale e di provincia. Per non parlare dei grandi rivolgimenti sociali, le bombe e le stragi, le crisi globali, l’emigrazione di massa dei ragazzi del sud, l’industrializzazione del nord, il cemento e i campetti di calcio in ogni quartiere. Tutto quello a cui abbiamo assistito inermi, tutto quello che è successo prima che la divisione tra apocalittici e integrati venisse soltanto pensata, viene descritto in queste interessanti pagine. Scopriamo in questo modo che un tempo eravamo una società capace di uscire da un dopoguerra tragico soprattutto attraverso la creatività e che la paura per l’avvenire ha preso il sopravvento sul coraggio di compiere scelte definitive proprio adesso che tutte le opportunità, grazie alle nuove tecnologie, sono a portata di mano.
Aldo Cazzullo ci ricorda da dove veniamo e cosa siamo diventati. Lo fa mostrando una via di uscita e ispirando un maggiore ottimismo, instillando quel senso di orgoglio nazionale che forse ci manca da troppo tempo.

recensione tratta da IBS