Il territorio fu abitato sin dall’età della pietra e il ritrovamento di una statua stele a Treschietto dimostra la presenza umana durante l’età del bronzo.
Bagnone viene nominato per la prima volta in un documento del 963 e il nome del paese si fa risalire al nome dell’omonimo torrente che scorreva non lontano dal castello, nucleo originario dell’abitato. Il castello aveva una funzione di controllo della viabilità del fondovalle, importante per la presenza del fascio viario della via Francigena. Sotto il controllo dei marchesi Malaspina, Bagnone divenne feudo indipendente nel 1351. Un secolo dopo entrò sotto il dominio della Signoria e in seguito del Granducato di Toscana e vi rimase fino al periodo napoleonico. Nel 1815 tornò sotto il Granducato di Toscana, ma nel 1849 fu annesso al ducato di Parma e vi rimase fino all’Unità d’Italia nel 1859. Inserito nella provincia di Massa e Carrara, il comune raggiunse l’attuale estensione territoriale nel 1894 con l’annessione della frazione di Orturano. Il comune di Bagnone ed il suo territorio fanno parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Bagnone merita di essere visto e conosciuto.

Cerca di trovare il tempo per raggiungerlo passando per il Borgo murato di Filetto, sia che provieni da Sud (da Sarzana) sia che provieni da nord (da Pontremoli), per perderti lungo sentieri che ti portano agli alpeggi od alla scoperta di boschi ancora intatti di castagno o di faggio. Potrai riconciliarti ascoltando rumori e suoni naturali dove l’acqua la fa da padrona, in crsi d’acqua dove le trote sono di casa. Quando arrivi un po in alto gaurda verso l’orizzonte e scoprirai un territorio fatto di frazioni (di antiche origini bizantine) e di castelli legati alla storia dei Malaspina del ramo fiorito

Bagnone merita  di essere scoperta per il suo borgo in pietra, davvero incantevole sull’omonimo torrente, lo merita per la bellezza del suo ambiente da scoprire, che va dai 1861 mt del monte Sillara, alle colline che sovrastano il borgo, lo merita per alcuni suoi prodotti tipici coma la cipolla di Treschietto e la farina di castagne, lo merita per alcuni suoi monumenti storici, lo merita per le frazioni più lontane rimaste incontaminate e lo merita per alcune splendide strutture ricettive cha fanno ospitalità di qualità.

In questo senso Bagnone, pur nella sua piccola dimensione, è un vero centro culturale con il teatro Quartieri, con l’ex convento della SS Annunziata, con la Villa Quartieri costruita nel 1700  nel centro storico del Borgo e soprattutto con il Centro Studi Umanistici, “Niccolò V”, fondato dal rof Loris Jacopo Bononi presso il meraviglioso castello di Castiglione del Terziere.

A Bagnone è stato, da poco, creato il Parco naturale e culturale della Valle del Bagnone, un’inizitiva davvero interessante per tutti i turisti che vogliono conoscere meglio questo territorio e magari innamorarsene.

Bagnone terra del Sen. Lorenzo Quartieri e dell’On Luigi Negrari è stata sempre al centro della politica locale, ed a loro deve molto, anche se oggi viene più spesso ricordato per la fiera della Cipolla di Treschietto (presidio Slow Food) che si svolge nei prmi giorni di Maggio di ogni anno.

Infine un consiglio se volete fermarvi a mangiare qualcosa di buono, non perdete l’occasione di andare a gustare i piatti della Locanda La Lina (una meta imperdibile), dove Francesca vi accoglierà con un soriso e dove la genuinità e la qualità dei piatti proposti, sono davvero di casa