Ormai, cari maschi eterosessuali, siamo tutti potenziali molestatori sessuali, è inutile girarci intorno.

E’ sufficiente che una donna, anche a distanza di anni, cambi idea e sostenga che quel giorno che ha fatto sesso con qualcuno di noi in realtà non aveva intenzione di farlo ma lo ha fatto lo stesso per le ragioni più disparate, senza peraltro manifestare nessun tipo di opposizione, e siamo fottuti. Perché al di là del risvolto penale si viene condannati a priori, esposti alla pubblica gogna e cacciati da qualsiasi contesto civile. In altre parole, se si vuole far fuori qualcuno in tempi brevissimi, il metodo più efficace è accusarlo (anche solo mediaticamente, non c’è neanche necessità di denunciarlo) di molestie sessuali. Si viene immediatamente marchiati a fuoco e letteralmente cancellati dalla vita civile (in attesa dei risvolti penali…).

Fino ad ora questa tecnica è stata utilizzata per eliminare politicamente personaggi scomodi, sia pure per ragioni diverse, come Assange o Dominique Strauss Khan. Ora è esplosa nel mondo del cinema ed è prevedibile – anzi è già iniziato – un effetto “cascata”.

Attenzione però.

Al momento sono solo i vip ad essere vittime (da parte di altri Vip…) di questa forma di epurazione sociale, ma è evidente che da qui a pochissimo tempo saremo e siamo già tutti potenzialmente a rischio.  Del resto, quale modo migliore per eliminare il dissenso? E’ sufficiente scaricare addosso al soggetto di turno una montagna di fango, accusandolo di quello che ormai è considerato – e non vuole essere una boutade – il reato più infamante, quello di essere un molestatore sessuale, peggio ancora, ovviamente, se seriale.  Non è necessarie produrre delle prove, è sufficiente la parola di una donna che dica che in realtà quel rapporto sessuale “consumato” in quella determinata occasione è stato da lei vissuto come una molestia, una costrizione, un condizionamento. Una cosa è certa. Se si viene accusati di qualsiasi altro reato, anche molto grave, come corruzione, violenza fisica, rapina a mano armata, addirittura omicidio, non si viene sottoposti alla stessa gogna mediatica e c’è anche la possibilità di uscirne bene, qualora si riesca a dimostrare la propria estraneità ai fatti. E’ peraltro successo in diverse occasioni, anche a gente accusata o addirittura condannata per reati gravissimi che, una volta dimostrata la propria innocenza o scontata la pena, è tornata ad occupare un ruolo pubblico. Al contrario, se si viene accusati di molestia o violenza sessuale, anche qualora si venisse assolti per non aver commesso il fatto, il marchio a fuoco non ce lo toglierà più nessuno e non si verrà mai più riabilitati e riammessi nella vita civile. Proprio la vicenda di DSK lo dimostra. Assolto dall’accusa di violenza sessuale (è ormai evidente che si è trattato di una trappola per eliminarlo politicamente) è completamente sparito dalle scene.

Volendo portare un termine di paragone, in Cina per far fuori un dirigente politico o un manager bisogna accusarlo di corruzione. E’ quello il reato considerato più grave da un punto di vista “ideologico”, diciamo così, oltre che pratico. In tutto l’Occidente è senza dubbio quello di molestia o violenza sessuale.

Ripeto, se qualcuno pensa di poter essere al riparo perché non appartiene all’upper class” o agli ambienti Vip, si sbaglia di grosso. Questa “pratica” è d’altronde ampiamente già in voga nell’ambito delle separazioni coniugali dove il coniuge di sesso maschile (sono i numeri che parlano, non lo dico io…) viene spessissimo accusato di molestie in ambito familiare al fine di ottenere vantaggi in sede giudiziale (affidamento dei figli, mantenimento della casa, alimenti, allontanamento dell’altro coniuge dai figli).  La gran parte di queste accuse si rivelano in un secondo momento essere false e anche in questo caso non lo dico io ma i numeri e le statistiche.

Ma queste sono solo prove tecniche di trasmissione, come si suol dire.  Questa “tecnica” verrà presto utilizzata per colpire il dissenso. Anche in questo caso ci aiuta uno degli esempi eclatanti che abbiamo riportato, quello cioè di Assange, accusato a scoppio ritardato di violenza sessuale da due donne per aver fatto sesso senza profilattico, cosa che per la legge svedese è considerato stupro (non esiste contesto forse più bacchettone di quello falsamente evoluto, ultrafemminista e ultralaicista svedese…)   Come dicevo il caso Assange è eclatante, ma per un caso come quello possono esserci migliaia di “piccoli casi Assange”, soprattutto fra coloro che sottopongono a critica l’attuale ordine ideologico e sociale dominante.

Mi piacerebbe poter dire “Uomini avvisati (e io mi sono avvisato da tempo…), mezzi salvati”. Ma così non è perché, come ho già spiegato, non ci si può salvare dall’accusa di molestia sessuale, perché anche laddove la propria innocenza venisse riconosciuta, non sarebbe sufficiente e reintegrare nella società la persona falsamente accusata.

Per cui non resta che fare molta, moltissima attenzione a chi frequentiamo, anche se non sarà sufficiente. E’ evidente che questa situazione genererà e ha già generato un clima psicologicamente terroristico. La relazione fra i sessi è già difficilissima al giorno d’oggi per tante ragioni, ma è ovvio che questa campagna sistematica non potrà che renderla ancora più difficile e torbida.

E’ un’altra (ma fondamentale e ultrasofisticata, perché camuffata) delle strategie messe in campo dall’attuale e sofisticatissimo sistema di dominio sociale per esorcizzare, allontanare, disinnescare alla radice lo spettro, potenzialmente sempre presente, del conflitto di classe. Il solo che le classi dominanti temono come la peste e che fanno di tutto per cancellare dall’’immaginario comune, anche e soprattutto in una fase di sua grandissima debolezza, come è purtroppo oggi